Home Cultura fotografica A-Focus A-Focus, Interviste ai nostri lettori: Emanuele Di Paolo

A-Focus, Interviste ai nostri lettori: Emanuele Di Paolo

13
0
Emanuele di Paolo, Dance, A-Focus

Eccoci giunti ad una nuova intervista ai nostri lettori: dopo Filippo Macchi, l’ospite di oggi è Emanuele Di Paolo.

Emanuele, classe 1963, fotografo per passione e, in fotografia, ama le sfide e la sperimentazione.


1) Quale è il tuo genere fotografico preferito/ di quale genere fotografico ti occupi?

I generi fotografici che preferisco sono il ritratto, la moda e l’architettura ma è la fotografia di danza quella che mi ha dato di più.

È una continua sfida, un rinnovamento che segue di pari passo l’evoluzione degli stili, dei passi di danza. 

Dance, Emanuele di Paolo

2) Ci racconti il tuo primo ricordo legato alla fotografia?

Il primo ricordo legato alla fotografia risale alla mia infanzia, mio padre era un appassionato ed aveva una camera oscura che, in seguito, imparai ad utilizzare.

Lo osservavo mentre sviluppava le stampe nelle vaschette e credevo stesse compiendo una qualche sorta di magia, in effetti un po’ lo è…

Dopo il fissaggio ed il lavaggio le appendeva ad asciugare ed io rimanevo ad osservare quelle immagini fino a che non mi diceva di andare.

Penso spesso a quei ricordi e credo che la mia passione non sia niente più che una continuazione della sua, qualcosa che lui, in qualche modo, è riuscito a trasmettermi! 

Fotografo fin dai tempi delle scuole medie.

I soggetti erano i miei compagni e i luoghi che visitavamo nelle gite, usavo una vecchia Kodak di plastica che sfornava negativi 126, circa 26x26mm.

Ho iniziato a fotografare “seriamente” a 17 anni quando, era il 1979, mio padre mi regalò una Asahi Pentax ESII usata che in seguito sostituii con un kit Canon, brand che mi ha accompagnato fino ad oggi.

Asahi Pentax ES II

3) Quale artista ti ha ispirato di più o a quale artista ti ispiri in questo momento?

Non mi sono ispirato ad un solo artista, sono molti e con esperienze del tutto differenti tra loro.

Sono quei fotografi che con le loro opere sono riusciti a trasmettermi la bellezza, la passione e l’arte della fotografia.

Io cerco di apprendere quanto più possibile dalle letture e dall’osservare le immagini sui libri e nelle mostre che visito.

Giusto per citarne alcuni:

Recentemente ho avuto modo di incontrare e conoscere Settimio Benedusi e da alcuni anni ne seguo il cambiamento, come uomo e come artista.

Molti fotografi sui social lo contestano senza nemmeno conoscerne veramente il pensiero e l’opera.

Certo, è un personaggio divisivo ma, insieme a Oliviero Toscani, Tony Thorimbert, Maurizio Galimberti, Giovanni Gastel e pochi altri, rappresentano quella generazione di artisti che ha rinnovato il mondo della fotografia a cavallo tra il ‘900 e il 2000. 

4) Lo scatto/opera realizzata che ti ha dato maggiore soddisfazione?

Fotografia People E. Di Paolo

Recentemente ho ricevuto alcuni premi dalla social platform Viewbug che mi ha classificato tra il 10% più influente di quella comunità, oltre due milioni di fotografi iscritti da tutto il mondo, ottenendo svariati premi di prima classe.

Un risultato che mi ha fatto particolarmente piacere poiché sono entrato a far parte di quella community solo dall’ottobre 2019.

Ho a cuore tre fotografie che mi hanno dato molte soddisfazioni, alle volte persino inaspettate.

La prima è un ritratto di donna.

Apparentemente non ha nulla di speciale, anzi, la ragazza ha gli occhi chiusi per cui potrebbe sembrare un errore ma la sua espressione ha qualcosa di sognante, qualcosa che attrae lo sguardo di chi la osserva.

Da quando l’ho pubblicata ha ricevuto svariati premi ed apprezzamenti.

La seconda mia preferita è una ragazza appoggiata ad un muro, indossa degli occhiali da sole ed un costume con delle trasparenze.

Immagine di per sé molto semplice e pulita, senza “effetti speciali” ma mi ha fatto vincere, tra i vari premi, anche una fotocamera Nikon!

La terza ed ultima fotografia, che è anche la mia preferita, è una ballerina di danza classica che sta facendo un Gran Jeté tra gli scogli con Montecarlo sullo sfondo.

Non ha ricevuto tanti riconoscimenti come le altre immagini ma è quella che meglio rappresenta la mia passione verso la fotografia di danza. 

Come si può vedere sono tutte e tre in b/n.

Credo sia il mio retaggio di fotografo nato e cresciuto “analogico“, o come dicono in Francia “argentique” che trovo più appropriato, a dettare queste mie preferenze e scelte.

5) Parlaci un po’ della tua attrezzatura!

People, Emanuele di Paolo, intervista A-Focus

Attualmente per la fotografia di danza utilizzo due corpi Canon 5D Mk III di cui uno con il firmware Magic Lantern ed un corpo 6D Mk II.

Recentemente ho provato a muovermi nel mondo delle mirrorless acquistando una Sony A7R II che mi ha entusiasmato ed alla quale ho affiancato una A7R III ed una Alpha 6500 per il formato APS-C.

Utilizzo anche alcuni corpi a pellicola nei formati 35mm, 6×6 e panorama. 

Ho svariati obiettivi che vanno da 12 a 300 mm inclusi macro, tilt & shift, fisheye e numerose lenti vintage che faccio coesistere tra i vari sistemi grazie agli adattatori Sigma Mc-11, Viltrox EF-E II, Commlite ecc. 

Fotografo esclusivamente in RAW e uso PS, LR e ON1 per la post produzione.

Amo la fotografia con luce naturale con obiettivi a focale fissa in particolare ritratti, nudi e foto di moda mentre in teatro uso principalmente 24-105 e 70-200mm, raramente altri obiettivi.

6) Che consiglio daresti a chi si affaccia oggi per la prima volta al mondo della fotografia?

Se qualcuno mi chiedesse consiglio per iniziare a fotografare gli direi che prima di acquistare attrezzature senza avere un’idea precisa, dovrebbe acquistare due libri che sono i fondamenti della fotografia.

Personalmente ancora oggi, quando sono in viaggio, li porto con me:

  • Susan Sontag – Sulla fotografia
  • Roland Barthes – La camera chiara

Detto questo, direi al neofita che non è solo l’attrezzatura a fare una buona fotografia ma il cuore e la testa.

La macchina e l’obiettivo sono solo gli strumenti per realizzarla ma sono la passione, il colpo d’occhio, e l’idea che si è formata a fare la differenza.

Un altro fattore che ritengo essere determinante, vale per qualsiasi fotografia, sono la semplicità e la “pulizia”, ​​nel senso che le foto migliori, quelle che ti fanno dire WOW o che vengono premiate, sono quelle in cui il fotografo ha rimosso quanti più elementi di disturbo possibili ancor prima di fare lo scatto.

Purtroppo, ad oggi, vedo che molti fotografi tendono ad aggiungere, aggiungere e ancora aggiungere…e magari dopo passano la notte su PS o LR a togliere, togliere, togliere. 


E. di Paolo, Self Portrait

Puoi trovare Emanuele Di Paolo su:

Viewbug IG FB

Continua a seguirci, la prossima intervista potrebbe essere la tua!

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui