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Helmut Newton: il cattivo ragazzo della fotografia

La rubrica sui grandi fotografi contemporanei continua, dopo Sebastiao Salgado, con l’articolo su Helmut Newton.

Helmut Newton, è stato uno degli artisti più divisivi del panorama fotografico

Acclamato e osannato come un genio per l’innovativo, provocatorio ed elegante uso del linguaggio fotografico, è stato accusato di razzismo e misoginia dai suoi detrattori.

Più volte chiamato a rispondere su questo tema, Newton, ha sempre dichiarato di sentirsi femminista ed assolutamente contrario a tutte le disparità di genere avendo ritratto le donne sempre come parti attive della scena e molto spesso in una posizione di dominio.

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Woman examining Man, Calvin Klein US, Vogue, St.-Tropez 1975

Nato a Berlino nel 1920 da una famiglia ebrea benestante, trascorre una giovinezza piuttosto spensierata.

A soli otto anni Helmut Newton accompagna il fratello maggiore in un quartiere a luci rosse nel quale incontra la famosa Red Erna, una prostituta che solitamente lavorava abbigliata con stivali alti fino al ginocchio e frusta.

Un incontro che, probabilmente, influenzerà successivamente molte delle sue fantasie fotografiche.

Il primo contatto con la fotografia avviene a 12 anni quando, con i suoi risparmi, acquista la prima macchina fotografica.

Nel 1936 inizia a lavorare nel settore diventando l’assistente della famosa fotografa di moda Elsie Neulander Simon, meglio conosciuta come Yva.

Per il fotografo Helmut Newton i due anni trascorsi con Yva furono fondamentali, sia dal punto di vista tecnico che creativo

Le leggi razziali del 1938 interrompono la loro collaborazione.

Newton è costretto a fuggire, lascia la Germania imbarcandosi da Trieste su una nave diretta in Cina.

Inizia così la grande avventura del giovane Helmut Neustädter, quello che tutto il mondo più tardi conoscerà con lo pseudonimo Newton.

Durante il viaggio decide di fermarsi a Singapore, dove ottiene un incarico come fotografo presso il magazine Straits Times e diventa l’amante di una ricca signora belga con la quale trascorrerà molto del suo tempo. 

Nel 1940 viene espulso in Australia dove, alla fine della guerra, apre il suo primo studio fotografico nel quale incontra l’attrice e modella June Browne che diventerà sua moglie nel 1948.

Newton e il successo

Tra gli anni ‘60 e ‘70 raggiunge l’apice del successo avendo già alle spalle commissioni che lo hanno portato a lavorare a Parigi, Londra, Montecarlo, Los Angeles per conto di importanti riviste di settore quali:

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Fashion Yves Saint Laurent, French Vogue, Paris, 1979
  • Vogue
  • Marie Claire
  • Vanity Fair
  • Harper’s Bazaar
  • GQ

Newton non ha mai fatto mistero dei suoi interessi.

Dichia esplicitamente di non essere attratto dall’interiorità dei personaggi fotografati, ma dalla loro esteriorità, dal corpo, dall’espressione del viso e dal rapporto con lo spazio nel quale vengono ripresi.

Protagoniste delle immagini sono modelle alte, giunoniche, imponenti, sensuali ed allo stesso tempo fredde.

Gelide protagoniste di storie costruite in eleganti ambienti alto borghesi.

Nel 1976 esce il suo primo libro intitolato White Women un volume monografico che raccoglie una serie di immagini a colori e in bianco e nero dove il nudo e l’erotismo si fondono col mondo della moda evidenziando la trasformazione della figura femminile nella società.

Nel 1978 viene dato alle stampe Sleepless night

Anche in questo caso una raccolta di fotografie a colori e in bianco e nero nel quale si definisce l’inconfondibile “stile Newton” fatto di immagini erotiche, provocatorie, eccessive ed allo stesso tempo impeccabili dal punto di vista tecnico, eleganti, lontane da ogni forma di volgarità.

Le modelle, fotografate in strada o sullo sfondo di grandi alberghi e lussuose ville, indossano corsetti ortopedici, fruste, selle di cuoio, diventando protagoniste di storie enigmatiche e misteriose.

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Murder Scene, Cannes 1975

In Big Nudes, del 1981, compaiono le sue celebri gigantografie di nudi a figura intera ripresi in studio con una macchina di medio formato.

L’ispirazione, come lui dirà, è nata dall’osservazione dei manifesti della polizia tedesca per cercare i membri dell’organizzazione terroristica RAF.

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David Lynch and Isabella Rossellini, Los Angeles 1988

La macchina fotografica rappresenta, per l’autore, un mezzo attraverso il quale mostrare la sua idea di mondo.

Un universo che, seppur influenzato dal cinema, dalla pittura e dalla letteratura, parte dalla realtà e si condensa in immagini progettate fin nel più piccolo dettaglio senza lasciare nulla al caso ed all’improvvisazione.

Helmut Newton: la morte

Il viaggio di Newton si interrompe, con uno schianto fatale, su un muro di contenimento del Sunset Boulevard di Los Angeles il 23 gennaio del 2004 lasciando in eredità al mondo della moda e della fotografia tutta uno sguardo nuovo, irriverente, inimitabile.


Se ti è piaciuto questo articolo sul fotografo Helmut Newton, continua a seguirci!

A breve uscirà un nuovo articolo su uno dei suoi scatti iconici!

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