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Canon EOS C50, R6 V e R6 Mark III: Come scegliere la fotocamera giusta per il video

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Canon EOS C50 R6 V R6 Mark III_Come scegliere macchina per video

Ogni anno arrivano nuove mirrorless con caratteristiche sempre più evolute, cinema camere, sensori aggiornati.

Districarsi tra tutte queste sigle diventa complicato, soprattutto quando si tratta di capire quali sono i punti cruciali che fanno la differenza.

Quindi ecco che abbiamo messo a confronto tre macchine che condividono lo stesso sensore ma nascono per esigenze completamente diverse: Canon EOS C50, Canon EOS R6 V e Canon EOS R6 Mark III.

Ecco cosa cambia davvero fra queste tre filosofie.

Stesso sensore, tre corpi macchina pensati per pubblici diversi

Partiamo da un punto fermo: le tre fotocamere condividono il sensore, appunto.

Nonostante questo sono pensate per usi completamente differenti, ed è proprio qui che nasce la vera scelta.

Conoscere queste differenze, più che le specifiche tecniche in sé, è quello che aiuta davvero a capire quale di queste tre macchine è quella giusta per il proprio flusso di lavoro.

Non è solo una questione di numeri

La Canon EOS C50 è una cinema camera a tutti gli effetti: sceglierla significa scegliere un workflow super professionale, a livello video e cinema.

Un cambiamento costruttivo completamente diverso rispetto alle altre due, a partire dall’hardware.

Il primo elemento che salta all’occhio è la ventola di raffreddamento, decisamente più performante di quella montata su EOS R6 V.

Se lavori mettendo la macchina sotto stress, con bit rate elevati e file raw per lungo tempo, è qui che senti la differenza in termini di affidabilità.

La scocca è completata da 14 pulsanti funzione totalmente personalizzabili, utili per essere veloci sul set, oltre al menu del sistema EOS Cinema, anch’esso personalizzabile.

C’è poi la maniglia con uscite XLR, pensata per chi lavora con audio professionale e non può affidarsi al semplice jack da 3,5mm.

Tra le funzioni dedicate ci sono anche il protocollo XC per l’uso in multicam e l’integrazione in sistemi di virtual production, quindi con LED wall e Unreal Engine.

In più, l’interfaccia sfrutta appieno il sistema Open Gate del sensore, che permette di salvare due file separati, uno orizzontale e uno verticale, massimizzando il workflow professionale al 100%.

Il doppio ISO nativo che cambia il modo di lavorare

La Canon EOS C50 ha, inoltre, un dual ISO nativo di 800 e 6400.

Non si tratta solo di azzerare il rumore quando si sale a 6400: la vera differenza è poter scegliere la base ISO su cui lavorare, e quindi decidere dove spostare la gamma dinamica.

Se hai bisogno di più dettaglio sulle alte luci, scegli la base 800.

Se invece ti serve più dettaglio nelle basse luci, scegli la base 6400.

Conoscendo la macchina e il sensore, questo permette di estrarre il massimo dalla qualità delle immagini.

Se sei un filmmaker professionista e vuoi il massimo da una cinema camera compatta, la scelta è la C50.

Canon EOS R6 V: Il look cinematografico senza compromessi

Se invece tutte queste caratteristiche super professionali non ti interessano, ma cerchi comunque un look cinematografico, la R6 V è probabilmente la macchina giusta.

Richiama il mondo fotografico nel menù e in alcune specifiche, ma guardando il file e il look che restituisce è come avere una cinema camera in miniatura, senza compromessi in termini di resa.

Una differenza importante rispetto alla C50 riguarda la gestione degli ISO.

Canon non ha rilasciato dati ufficiali, ma dai nostri test, così come già visto sulla R6 Mark II, anche qui è presente il doppio ISO nativo: a 6400 si nota una riduzione del rumore e un miglioramento della gamma dinamica.

A differenza della EOS C50, però, non è possibile scegliere manualmente la base ISO.

Se sei videomaker più che direttore della fotografia e non vuoi doverti preoccupare di dove massimizzare la gamma dinamica, la R6 V ti lascia comunque sfruttare appieno sensore e performance.

Gira in Open Gate in raw, con risoluzione fino a 7K.

A livello estetico ha il form factor di una cinema camera, con una ventola meno performante di quella della C50.

Essendo pensata per videomaker, integra anche la stabilizzazione meccanica del sensore, assente sulla C50: nel cinema, infatti, si preferisce stabilizzare esternamente o tramite dati giroscopici, mentre su una macchina pensata per un uso più “run and gun” la stabilizzazione meccanica torna decisamente utile.

Canon EOS R6 Mark III: Fotografia prima, video ad alto livello poi

Se invece sei principalmente un fotografo ma capita spesso di dover registrare video di alto livello, la scelta giusta è la R6 Mark III.

Il corpo macchina è pensato per la fotografia: niente ventole esterne, form factor e tasti funzione prettamente fotografici.

Ma proprio perché eredita lo stesso sensore delle altre due, le specifiche video restano di livello, incluso l’Open Gate a 7K.

Per chi è invece un professionista della fotografia a tutti gli effetti, Canon offre la linea EOS R5, R3 e R1: la R6 Mark III resta inoltre un’ottima scelta come secondo corpo macchina da affiancare a queste ultime.

Canon EOS C50, R6 V e R6 Mark III: Quale Canon scegliere

Se hai bisogno della qualità professionale estrema, con gestione hardware avanzata e possibilità di scegliere la base ISO, oltre al protocollo XC e al Time Code, la scelta è la Canon EOS C50.

Se sei videomaker o content creator evoluto e vuoi il look cinematografico in un formato più semplice, la Canon EOS R6 V è quella giusta.

Se invece sei fotografo ma hai bisogno di prestazioni video di alto livello con Open Gate a 7K, la Canon EOS R6 Mark III è la scelta più adatta.

Tre filosofie diverse, uno stesso sensore: conoscerle a fondo è il primo passo per orientarsi verso lo strumento più vicino alle proprie esigenze.


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