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Come usare il flash in HSS (High Speed Sync) – Test sul campo

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Oggi voglio parlarvi di un esperimento su come usare il flash in HSS, spiegandovi anche di cosa parliamo.

Quando parliamo di flash parliamo di un oggetto tanto amato ma allo stesso tempo tanto temuto solo perché non lo conosciamo.

In effetti è quello strumento che ancora oggi pensiamo sia necessario solo in condizioni di scarsa luminosità, mentre non viene preso in considerazione in presenza di luce abbondante.

Se utilizzato può aiutare a schiarire ombre e a dare quel tocco di luminosità e nitidezza in più ad una foto che altrimenti sarebbe stata “piatta”.

Tra le caratteristiche fondamentali degli attuali lampeggiatori c’è sicuramente la possibilità di sincronizzazione su tutti i tempi fino al più veloce 1/8000 s, detta in gergo tecnico “modalità HSS” dove HSS sta per High Speed Sync.

Sfruttando questa modalità HSS bisogna però rinunciare alla potenza massima che sarà molto ridotta: il flash emetterà una serie di piccoli lampi, con la potenza anche di 1/16 rispetto alla nominale.

Per effettuare scatti come le foto d’esempio ci sono fondamentalmente due metodi:

  • Utilizzo di un sensore microfonico/ultrasuoni che faccia scattare il lampo in ritardo calcolato
  • Raffica di scatti in HSS

Come si usa il flash in HSS?

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Vi spiego ora come ho effettuato gli scatti sfruttando la modalità High Speed Sync.

Sistemata la fotocamera sul treppiede e collegata al computer portatile con cavo tethering ho posizionato 3 flash di diversa potenza controllati dal trigger Godox X-Pro:

  • Il più potente, con la testa zoom in posizione TELE è sotto la bacinella trasparente che illumina da sotto
  • Quello a media potenza è sul piano d’appoggio, angolato in modo da illuminare la porzione superiore dell’oggetto che sarebbe poi caduto
  • L’ultimo, il più piccolo, illumina direttamente l’acqua stando appoggiato al contenitore.

Dopo aver calcolato le varie potenze e aver impostato un tempo su 1/4000 s, ho fatto cadere la fragola da circa 50 cm, spazio sufficiente per effettuare almeno 4 scatti, l’ultimo dei quali a contatto del liquido usato, semplice acqua.

Trovate anche voi il momento giusto e… divertitevi!

Scopri un altro test sul campo del nostro fotografo Vincenzo!

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