Durante a Caserta abbiamo avuto il piacere di ospitare allo stand Gruppo TFS, Nanlux e Nanlite uno dei più apprezzati direttori della fotografia del panorama cinematografico italiano: Michele D’Attanasio.
Tra workshop, approfondimenti tecnici e confronto diretto con professionisti e creator, Michele D’Attanasio ha condiviso la propria esperienza nel mondo del cinema, soffermandosi soprattutto sull’evoluzione dell’illuminazione cinematografica e sull’impatto che la tecnologia LED ha avuto negli ultimi anni sul linguaggio visivo contemporaneo.
Michele D’Attanasio e il nuovo linguaggio della luce nel cinema
Nel corso dell’intervista, Michele D’Attanasio ha spiegato come il passaggio dalla pellicola al digitale abbia rivoluzionato completamente il modo di lavorare sul set.
Secondo il direttore della fotografia, il cambiamento non riguarda soltanto la tecnologia ma anche l’estetica stessa della luce cinematografica.
“Ora la luce è sempre più morbida, sempre più vera, sempre più avvolgente.”
Un approccio che richiede strumenti sempre più compatti, potenti e versatili, capaci di diffondere la luce in modo naturale anche in spazi ridotti.
L’impatto della tecnologia LED sul cinema
Uno dei temi centrali affrontati durante il workshop è stato proprio l’utilizzo dei LED nel cinema moderno.
Come raccontato da Michele D’Attanasio, i LED hanno iniziato a diffondersi in maniera importante con l’arrivo del digitale, principalmente perché permettevano di verificare immediatamente il risultato sul monitor, correggendo rapidamente eventuali errori.
Oggi strumenti come Nanlux Evoke 2400B, Nanlux Evoke 5000B e Nanlux Evoke 1200B rappresentano una vera rivoluzione rispetto alle vecchie luci a scarica o a incandescenza.
Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito D’Attanasio troviamo:
- enorme potenza in dimensioni compatte;
- tecnologia bicolor;
- minore consumo;
- maggiore flessibilità sul set;
- gestione più rapida della temperatura colore.
Una luce sempre più naturale e invisibile
Un concetto particolarmente interessante emerso durante l’intervista riguarda il modo in cui oggi viene concepita la luce cinematografica.
Per Michele D’Attanasio, la miglior illuminazione è spesso quella che non si percepisce.
Il suo approccio punta infatti a creare scene realistiche, morbide e credibili, lavorando principalmente con:
- luce diffusa;
- superfici riflettenti;
- rimbalzi;
- frost e filtrature.
L’obiettivo non è “mostrare” la luce ma accompagnare lo spettatore all’interno della scena in maniera naturale.
Il consiglio di Michele D’Attanasio ai giovani filmmaker
Durante la chiacchierata non è mancato anche un consiglio rivolto ai giovani direttori della fotografia e a chi sogna di lavorare nel cinema.
Secondo Michele D’Attanasio, la parte più importante del percorso è fare pratica il prima possibile:
“Girare corti, provare LED, provare macchine da presa diverse, mettersi alla prova. È una forma di allenamento.”
Un invito concreto a sperimentare, collaborare e costruire esperienza direttamente sul campo, senza aspettare il momento perfetto.
IPVP: formazione, confronto e innovazione
La presenza di Michele D’Attanasio a IPVP ha rappresentato uno dei momenti più interessanti dell’evento per tutti gli appassionati di cinema, illuminazione e produzione video.
Tra speech tecnici e confronto diretto con il pubblico, l’incontro ha offerto uno sguardo autentico sull’evoluzione del mestiere del direttore della fotografia e sulle nuove possibilità creative offerte dalle tecnologie LED moderne.
Ed è proprio qui che il cinema contemporaneo continua a trasformarsi: in quell’equilibrio sottile tra tecnica, sensibilità e capacità di raccontare emozioni attraverso la luce.
Vi aspettiamo al prossimo evento!






