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Una foto, una storia: Camillus “Buck” Sydney Fly, il fotografo di Tombstone

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Camillus Sydney Fly_Il fotografo di Tombstone

Tombstone (Arizona), fine ottobre 1881 – Camillus “Buck” Sydney Fly

È parecchio tempo che lavoro come stalliere all’OK Corral, qui a Tombstone.

Da quando è stata fondata da Ed Schieffelin, tre anni fa, la città è diventata sempre più un ritrovo di delinquenti, bari, prostitute: dove ci sono le miniere d’argento ci sono i cercatori e dove ci sono loro c’è sempre un bandito che cerca di derubarli puntando una pistola o un baro che imbroglia a carte, oppure una bella ragazza che si fa pagare per i servizi resi sotto le coperte.

Poi ci stanno i delinquenti ben organizzati e allora le cose diventano pericolose perché gli animi si accendono e fanno scintille.

L’anno scorso è arrivata una banda che chiamano i “Cowboys”, quella di Billy Ike Clanton, con Frank Tom McLaury Billy Claiborne, gente che va razziando bestiame di qua e di là dal confine col Messico.

Camillus-Sydney-Fly

Spesso si scontra con i contrabbandieri messicani e se le danno pure di santa ragione, e finché si ammazzano fra di loro andrebbe anche bene, il fatto è che adesso si sono insediati a Tombstone: come se si sentisse il bisogno di altra teppaglia.

Io mi faccio gli affari miei, lavoro al corral e cerco di stare alla larga dall’Alhambra Saloon, dove ogni tanto ci scappa il morto, quasi sempre per colpa dei Cowboys.

Che poi a Tombstone ci sarebbe anche gente per bene, di cultura: abbiamo una scuola, un teatro, due banche, tre giornali e addirittura quattro chiese.

L’anno scorso, poi, sono arrivati Camillus ‘Buck’ Fly e sua moglie Mary Edith McKie, detta ‘Molly’, che hanno aperto una pensione con dodici stanze e uno studio fotografico al 312 di Fremont Street, la parallela di Allen Street dove sta l’OK Corral, dove lavoro.

Mappa-di-Tombstone-con-lo-studio-di-Fly-e-l_OK-Corral

Lo studio si chiama Fly Gallery e i due coniugi scattano le foto a chiunque voglia un ritratto; io non me lo sono mai fatto fare, perché vogliono 35 centesimi a posa, e non ho soldi da spendere.

Spesso allo studio c’è solo la moglie, perché Camillus è sempre via da casa in giro per il West.

Prima di stabilirsi definitivamente a Tombstone era già stato al confine col Messico, dove aveva raccontato la vita nel campo minerario di Harshaw; un paio di foto erano state anche pubblicate sull’Arizona Quarterly Illustrated, una copia è incorniciata nello studio.

Quello che però non ha potuto fotografare è il duello tra i fratelli Earp contro i fratelli Clanton e i loro Cowboys, che si sono crivellati di colpi pochi giorni fa, proprio davanti alla Fly Gallery: troppo pericoloso, per Camillus, oltre che complicato fotografare con quelle macchine ingombranti.

Che si sarebbero sparati lo sapevamo tutti, qui a Tombstone, era da tempo che i Clanton tiravano la corda, che si era spezzata quando lo sceriffo Johnny Behan aveva proibito ai cittadini di portare le armi.

I soli che potevano fronteggiare quei delinquenti erano gli Earp, insieme al loro amico Doc Holliday, tutti agenti federali.

Da uno spiraglio della finestra sul vicolo ho visto poco, ma ho sentito tutto: Virgil Earp che dice a uno dei Cowboys di alzare le mani e Frank McLaury che risponde sparando, dando il via ai fuochi d’artificio.

Trenta colpi in meno di un minuto, con qualche ferito tra i poliziotti e tre cadaveri nella polvere: i fratelli McLaury e Bill Clanton.

Poi mi hanno raccontato che Bill, sempre sparando e anche ferito a morte, si era rifugiato nello studio fotografico, ma Camillus aveva imbracciato il fucile e lo aveva costretto a gettare la pistola.

Chi più chi meno tutti qui nel West possediamo un’arma, ma per affrontare un bandito, anche se morente, ci vuole del coraggio.

Se Fly è così pratico di pistole e fucili come delle sue macchine fotografiche, bisognerà pensare a lui come futuro sceriffo di Tombstone.

* * *

Questo racconto mi è stato ispirato dalla passione per la storia della frontiera americana e per alcuni film western d’autore.

In questo caso era “Sfida all’OK Corral”, un classico del 1957, con Burt Lancaster e Kirk Douglas.

©-CS-Fly-Geronimo-e-Naiche

Leggendo qualche articolo su questo film ho scoperto che il famoso duello avvenne proprio dietro lo studio fotografico di Camillus ‘Buck’ Sidney Fly (1849-1901), famoso per le sue immagini che documentavano la vita e i personaggi del selvaggio West: indiani, soldati, cercatori d’oro, oltre a pionieri e coloni che si spostavano verso Ovest in cerca di nuove terre; prima di aprire la sua galleria a Tombstone, aveva allestito il suo studio fotografico proprio in una tenda da pioniere.

Anche la moglie era un’abile fotografa, ma non è chiaro come si dividessero gli incarichi, in ogni caso tutte le foto sono attribuite a Camillus.

Forse quelle in posa erano di Molly, mentre le altre fuori città erano del marito.

Infatti, benché entrambi si fossero stabiliti in città, lui era sempre pronto a partire alla ricerca di nuovi soggetti e nuove situazioni da documentare.

©-CS-Fly-Incontro-tra-Geronimo-e-la-delegazione-americana

Nel marzo 1886, saputo che il generale George Crook si sarebbe incontrato con Geronimo, capo apache, ottenne di partecipare al colloquio.

Durante i tre giorni di negoziati Camillus scattò quindici foto, su negativi di vetro 8×10 pollici (circa 20×25 cm), sei delle quali vennero pubblicate sul numero del 24 aprile dall’Harper’s Weekly.

La stessa sicurezza che aveva dimostrato qualche anno prima nel fermare Billy Clanton, la ripeté fotografando Geronimo nel suo stesso accampamento, cercando le giuste inquadrature e dando addirittura istruzioni agli apache su quale posa dovessero assumere.

Una di queste foto mostra Geronimo e Naiche, figlio minore del celebre Cochise, a cavallo, e due figli di Geronimo in piedi accanto a loro; nella didascalia Fly specificò:

“Questo gruppo è stato fotografato su richiesta speciale di Geronimo”.

Quelle di Camillus, scattate in questa occasione, sono le uniche fotografie conosciute di nativi mentre erano ancora in guerra con l’esercito americano.

Sempre deciso a documentare la vita dell’Ovest, nel 1887 Fly si unì al dottor George E. Goodfellow per documentare gli effetti del terremoto sulla Sierra Madre; le fotografie degli edifici danneggiati e dei superstiti furono allegate al rapporto finale inviato al governo.

Lo-studio-di-Fly-a-Tombstone

Negli anni seguenti Camillus Fly visitò lo stato dell’Arizona per fornire numerose immagini di qualità ai giornali e alle riviste di tutti gli Stati Uniti, impersonando così la figura del fotoreporter, avanti sui tempi di circa un secolo.

Nel 1894, dopo il fallimento di uno suo studio fotografico a Phoenix, Fly tornò a Tombstone, dove venne eletto sceriffo, forse perché il suo saper affrontare con decisione banditi e apache rispecchiava lo spirito avventuroso della ‘Frontiera’.


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