Che bella l’estate!
Peccato che le mie location preferite siano piene zeppe di gente e che non si respira.
Ma non sono qui per lamentarmi: voglio parlarti di una lente che i ragazzi di Gruppo TFS e Viltrox Italia mi hanno messo a disposizione e che ho potuto provare per circa 15-20 giorni.
Ed è una lente che si allontana parecchio dal mio setup abituale.
Un AF 90mm F2.2 EVO, a metà tra le serie Viltrox
Stiamo parlando del nuovo Viltrox AF 90mm F2.2 della serie Evo, disponibile anche per Sony e Nikon: nelle foto qui sopra la vedi montata su una Fujifilm X-E5.
La serie Evo si posiziona esattamente a metà tra l’entry level di Viltrox, la serie Air, e le serie professionali Pro e Lab.
Ed è probabilmente, per la maggior parte delle persone, la scelta con il rapporto qualità-prezzo più interessante, a patto di non avere esigenze troppo specifiche.
Perché ho scelto (per una volta) un’ottica “lunga”
Quando esco a scattare, di solito mi do tre paletti: una sola location, un solo momento della giornata (quasi sempre la mattina) e una sola lente.
Che nella maggior parte dei casi è un 27mm pancake, a volte un 35mm: insomma, focali corte, perché amo stare a contatto con la scena.
Raramente scatto soggetti lontanissimi.
Però capita, come in questo caso, di trovare un soggetto troppo lontano, al di là di una recinzione o di un fiume che non posso attraversare a nuoto.
Ed è lì che entra in gioco lui: un 90mm, che su APS-C equivale a 135mm, e che mi permette di avvicinare il soggetto rimuovendo ogni ostacolo tra me e lui.
Con un 23, un 27 o un 35mm quella foto non l’avrei portata a casa.
Il punto è proprio questo: una lente nata e pensata per il ritratto che, nel mio caso, mi aiuta semplicemente a fare le stesse fotografie di sempre, solo da più lontano.
Isolo meglio il soggetto, comprimo i piani, pulisco la scena.
Portabilità e costruzione: piccola, solida, con la ghiera che conta

Parliamo un attimo di portabilità, perché per me è un argomento importante: la lente è compatta davvero.
Per essere un 90mm è compattissima, pesa poco più di 300g (il peso cambia in base all’innesto), è costruita bene ed è completamente in plastica, ma una plastica solida.
L’innesto è in metallo e sull’innesto trovi anche una porta USB-C per gli aggiornamenti firmware.
Quella ghiera dei diaframmi che non voglio più perdere
Ha un’ottima ghiera dei diaframmi, che per me ormai è purtroppo essenziale.
Abituato come sono alle lenti Fuji, quando passo a un brand di terze parti ritrovare la ghiera dei diaframmi e non perdere quell’immediatezza è un fattore importante: fa piacere averla.
Ultima cosa, ma non per importanza: l’autofocus è silenzioso e super affidabile.
Io scatto soprattutto soggetti fermi, quindi non è il mio banco di prova ideale, ma è importante sapere che puoi contarci.
Nitidezza, vignettatura e autofocus: cosa dice il test sul campo
Mettendo il cappello da recensore: la lente è molto nitida già a tutta apertura, a F2.2.
C’è però una vignettatura abbastanza presente, che da F4 in poi sparisce, mentre a F2.8 è già accettabile.
Manca ancora un profilo di correzione in Lightroom, ma per me il problema è pari a zero: scatto quasi sempre tra F5.6 e F8, perché voglio quasi tutto a fuoco, quindi mi basta muovere un paio di slide in Lightroom e non c’è niente che non si sistemi.
Quello che porti a casa dopo due settimane
Pensavo che un 90mm mi avrebbe spinto a fotografare più persone e invece ho fotografato un camion dentro un cantiere.
Alla fine, però, penso che il test più importante sia proprio questo: l’esperienza generale sul campo.
Monti la lente, esci, e a un certo punto dimentichi i millimetri, dimentichi persino di averla montata addosso.
Semplicemente fotografi.
Ti diverti, e io mi sono divertito parecchio.
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