Tina Modotti e le sue Opere: storia della fotografia – still life (1896 – 1942)

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Assunta Adelaide Luigia Saltarini Modotti, dal mondo conosciuta come Tina Modotti, nasce a Udine nel 1896.

Nel 1913 si trasferisce negli Stati Uniti, dove la aspettano il padre e la sorella.

La famiglia di Tina è appartenente alla classe operaia, ma lei è decisamente più curiosa rispetto alla media delle persone legate al suo ceto sociale e ben presto comincia a frequentare gente diversa.

Si appassiona al mondo dell’arte, scopre il teatro grazie al primo marito (Roubaix de l’Abrie Richey, sposato nel 1917) e stando in compagnia di quest’ultimo continua a frequentare ambienti legati al mondo dell’arte e agli intellettuali.

Nel 1920 Tina Modotti e il marito si trasferiscono in Messico, ma poco dopo lui muore di vaiolo

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Roses – Una delle opere di Tina Modotti

L’ingresso nel mondo della fotografia lo fa nel 1923 grazie al suo nuovo compagno, Edward Weston e da lui apprende sia i rudimenti sia un certo tipo di sguardo sul mondo.

La Tina fotografa però ha uno stile personale, interessata inizialmente soprattutto a fiori e piante, con lo scopo di rappresentare al massimo delle potenzialità ciò che si trova davanti al suo obiettivo.

L’interesse per fiori e piante però dura solo un paio di anni, per posare poi il suo sguardo su paesaggi, interni, architetture.

La relazione tra Tina Modotti ed Edward Weston nel frattempo finisce

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La fotografa è sempre più interessata alle vicissitudini politiche, dallo still life “Falce e Martello”, datato 1927, ai ritratti agli oppressi messicani, le dimostrazioni sindacali, riunioni contadine e assemblee di partito.

Tina Modotti, che ha preso in mano la macchina fotografica fotografando fiori, diventa una reporter schierata politicamente.

Viene così emessa l’espulsione a suo carico dallo Stato del Messico.

Decide così di spostarsi a Berlino, dove negli anni Trenta scatta le ultime sue fotografie conosciute.

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Donna con bandiera – Una delle opere di Tina Modotti

Lascerà la macchina fotografica per dedicarsi interamente alla causa rivoluzionaria del Partito Comunista.

Da Berlino si trasferisce poi a Mosca

Lì ad attenderla c’è Vittorio Vidali, suo ultimo compagno, per poi tornare in Messico in seguito alla revoca dell’espulsione.

È proprio a Città del Messico dove nel 1942 muore misteriosamente in un taxi che la sta riaccompagnando a casa.

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