Linguaggio Fotografico – Chiusura

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Siamo arrivati alla fine di questa breve, ma spero, forse, interessante rubrica sul linguaggio fotografico.

Si chiude con il Ritratto perché è l’unico caso in cui nella stessa immagine si incrociano tre sguardi:

  • Fotografo
  • Soggetto
  • Osservatore

Per tutte le altre applicazioni della fotografia vale quanto detto nei capitoli precedenti perché sono perfettamente aderenti ai principi che ho cercato di spiegare in quelle righe.

Una fotografia di reportage, ad esempio, si serve dei codici fondativi dell’immagine (tempo, spazio e luce), così come i principi della visione fotografica che sono imprescindibili per ogni immagine realizzata per mezzo di una fotocamera, anche il reportage comunica per mezzo del linguaggio dell’immagine attraverso lo stile del fotografo e anche nel reportage esiste il concetto di ricerca, con le relative applicazioni.

Ovviamente nel reportage può entrare anche il ritratto, nell’accezione
di questo tipo di linguaggio.

Potrei fare altrettanto l’esempio per il paesaggio, lo still life, la ricerca artistica, ma mi sembra chiaro il concetto

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Ciò che della fotografia mi stupisce sempre è che non ci sono delle vere e proprie regole, ma delle indicazioni.

L’unica regola è una, secca, lapidaria: una foto funziona oppure no. Un lavoro funziona oppure no. Se funziona ma non perfettamente allora non funziona.

Non è una ricerca del perfezionismo, non in senso assoluto per lo meno.
È una ricerca continua del messaggio corretto, di raggiungere il risultato di dire qualcosa che ci sembra importante nel modo più significativo possibile, mentre comunque e inevitabilmente impariamo qualcosa su noi stessi.
Forse non sempre, ma nella maggior parte dei casi è così.

Ci vuole coraggio, scoprire se stessi può essere una delle sfide più difficili che una persona possa porsi. Ma dopo cambia tutto. E la fotografia lo riflette inesorabilmente.

Mai porsi limiti. Esplorate. Qualunque cosa. Sempre.

Provate a fare foto che non pensate nelle vostre corde per magari confermare che non fanno per voi, ma magari invece ve ne innamorate. A me è successo.

Forse ho sbagliato nel dire una cosa. Anzi, sì, sicuramente ho sbagliato.

Non c’è una sola regola in fotografia, ce ne sono due: l’altra è di prendere in mano la macchina fotografica senza paura, buttarsi, ascoltandosi ogni giorno.


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