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X100VI: La mia recensione della compatta premium di Fujifilm nella Street Photography

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Sono Ken Anzai, fotografo di street e ritrattistica. Per una decina di giorni ho girato Milano con la Fujifilm X100VI al collo, cercando di capire davvero cosa significa usarla ogni giorno.

Non parlo di specifiche tecniche — per quello c’è un video dedicato. Qui racconto cosa ho vissuto, cosa mi ha convinto e cosa, invece, mi ha fatto alzare un sopracciglio.

Il design e l’ergonomia: compatta, ma non perfetta

La prima cosa che ho valutato è stata l’ergonomia. Con una camera di queste dimensioni, il modo in cui sta tra le dita conta eccome.

La X100VI è piccola, leggera, portabile.

La ghiera del diaframma, è il punto che mi ha convinto meno. La doppia sporgenza sul 23mm F2 non si lascia impugnare con scioltezza.

Alla fine ho lasciato gli ISO sull’automatico, configurandoli sulla ghiera sul pollice — si perde un po’ della magia del controllo manuale totale, ma è il prezzo da pagare per scattare con una sola mano.

L’OVF: un ritorno che vale la pena riscoprire

Sono cinque anni che scatto esclusivamente con mirrorless e EVF. Ho iniziato con un approccio scettico verso il mirino ottico, lo ammetto.

Poi qualcosa è cambiato.

Vedere il mondo così com’è — con le informazioni digitali proiettate — mi ha permesso di immergermi nello shooting in modo diverso. Più presente, meno filtrato dallo schermo.

Il Digital Teleconverter è un’altra cosa che mi ha sorpreso positivamente: dalla ghiera della messa a fuoco si accede a un crop digitale a 50mm e 75mm.

Le foto rimangono nel formato nativo del 35mm croppato una volta importate su Lightroom, ma come esperienza di scatto ci sta tutta — specie considerando i 40.2 megapixel del sensore.

Sì, esattamente lo stesso della Fujifilm X-H2.

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Fare street: requisiti soddisfatti, con qualche asterisco

Per la street photography servono tre cose: una camera piccola, leggera e che si faccia notare il meno possibile.

La X100VI supera i primi due test senza problemi.

Sul terzo, invece, ho qualche riserva.

Il design non è certo vistoso. Ma la popolarità che questa macchina ha raggiunto negli ultimi anni la rende tutt’altro che invisibile. Difficile passare inosservati con qualcosa che molti riconoscono al volo.

Detto questo, scattarci è un gran piacere. Ti porta a rallentare, a pensare prima di premere il pulsante. Il feeling sulle dita è quello di una camera che non ti spinge alla raffica compulsiva — e in questo senso segue una filosofia che ha ripreso piede dopo la pandemia: vivere più lentamente, senza frenesie.

Per concludere il capitolo design, probabilmente avrei preferito che fosse montata la nuova batteria, la stessa adottata da X-S20 o la serie X-H.

Certo, avrebbe determinato un grip più importante ed un peso leggermente superiore, ma ne avremmo guadagnato in autonomia.

Ti consiglio quindi di portarti 2/3 batterie di scorta, non si sa mai quello che ci può riservare la giornata!y

L’ND integrato: la sorpresa più bella

Per il video è la feature che mi ha conquistato di più. Attaccare un filtro ND fisso a un obiettivo così compatto è sempre un problema.

L’ND integrato risolve tutto: permette di girare in F-Log2 con base ISO 1000 senza pensarci troppo, mantenendo un’esposizione coerente anche in condizioni di luce difficile.

Non è una camera pensata per video lunghi o produzioni strutturate — ma come strumento per catturare momenti di qualità alta al collo, funziona benissimo.

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L’ND torna utile anche per le lunghe esposizioni: con il sensore stabilizzato, anche nelle giornate più coperte si può lavorare intorno al secondo senza troppi problemi.

Il Reala Ace e le simulazioni pellicola

La X100VI porta in dote anche una nuova simulazione pellicola: il Reala Ace. Sono un sostenitore storico del Classic Chrome — è quello che mi ha accompagnato in anni di lavoro — e sto scoprendo solo di recente il Nostalgic Neg.

Il Reala Ace lo colloco esattamente nel mezzo: colori e contrasto morbidi, ma non quanto il Classic Chrome, con quelle sfumature vintage tipiche del Nostalgic Neg.

È una simulazione che si farà apprezzare in fretta, perché è facile da gestire e non richiede correzioni in post.

Conclusione

Dopo 10 giorni con la Fujifilm X100VI tra le vie di Milano, la domanda che continuo a pormi è: è davvero la macchina per la street photography, o è qualcosa di più personale?

La mia risposta è la seconda. È uno strumento per ricordare momenti — non per forza il compagno da vacanza, ma quello ideale per una giornata fuori porta, un pomeriggio in compagnia, quei momenti che vale la pena fissare con qualità alta e senza dover pensare all’attrezzatura.

In conclusione, la X100VI è una macchina che ti fa assaporare il sapore di un’esperienza analogica, risultando comunque comoda, reattiva e pratica.


Se sei interessato a questa fotocamera compatta premium, continua a seguirci.

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