Dopo averti presentato l’articolo su Josef Koudelka, in questo ti mostriamo la biografia del fotografo Garry Winogrand.

Garry Winogrand nasce nel 1928 a New York e studia alla Columbia University pittura e fotografia

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Conclude i suoi studi con un corso di fotogiornalismo alla New School for Social Research, altra università newyorkese, il cui docente è Alexey Brodovitch, lo stesso che negli anni Quaranta noterà Richard Avedon.

Si occupa di reportage fin dal 1960 raccontando la vita quotidiana americana, New York è uno dei suoi soggetti più frequenti, e in questo periodo lavora anche come fotogiornalista freelance.

Nel 1963 espone al MoMa, la prima sua mostra importante.

Lo zoo di New York attira molto la sua attenzione, proprio qui realizza una serie di immagini che raccontano il rapporto tra animali e visitatori e la peculiarità di essere entrambi nell’ambiente urbano.

Questi scatti vanno a comporre il lavoro “The Animals” (1969).

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Il fotografo Garry Winogrand è interessato alle sfumature della vita, la fotografia è il suo strumento per indagare la condizione umana.

È poco interessato all’estetica o alla composizione perfetta, quanto invece lo è rispetto alla possibilità di cogliere gli stati d’animo dei propri soggetti.

Il suo archivio è enorme, scatta tantissimo tutti i giorni.

Non è uno di quei fotografi interessati a sparire, a non essere visti o percepiti, è più una presenza discreta.

Capita che interagisca con i propri soggetti, anche solo sorridendo.

Per Winogrand la fotografia è un atto di amore verso il prossimo.

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È la fotografia a spiegare a Winogrand il mondo, ciò che non si conosce, le interazioni tra le persone.

Specie negli ultimi anni della sua vita produce tantissime immagini, non necessariamente apertamente coerenti tra di loro, ma in tutte è presente una fortissima curiosità.

Winogrand muore di cancro nel 1984 e il suo enorme archivio al momento della sua morte conta circa 300.000 immagini, molte delle quali ancora da sviluppare.

Il MoMa ne raccoglie alcune dando vita alla mostra “Winogrand, Figments from the Real World”.


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