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A-Focus, Interviste ai nostri lettori: Biagio Alberto Scalia

Intervista a Biagio Alberto Scalia

Ciao a tutti, oggi inauguriamo una nuova rubrica dove i protagonisti siete voi, i nostri lettori!

Uniti dalla stessa passione per la fotografia, professionisti o meno, conosciamoci meglio, quindi avanti con il nostro primo ospite:

Mi chiamo Biagio Alberto Scalia e sono nato a Tripoli, in Libia, il 2 maggio 1960.

Avevo 10 anni quando, al seguito del colpo di stato di Gheddafi, fui costretto, con la mia famiglia, a tornare in Italia.

Tuttavia, quei dieci anni passati in quella natura estrema tra:

  • Il deserto
  • Un mare meraviglioso e vergine
  • Una fauna sia tropicale che temperata

furono più che sufficienti ad inculcarmi, se non amore, certamente molta curiosità verso il mondo animale e la natura in genere.

Fotografia di Paesaggio

A 16 anni ho incontrato la fotografia e da allora non l’ho più abbandonata a parte un periodo di 2 anni proprio a cavallo tra l’analogico ed il digitale, quando a causa di un grave incidente domestico ho perso l’uso parziale di una gamba.

La fotografia ha avuto un valore terapeutico per me in un momento psicologicamente difficile.

A questo proposito, vorrei dire a quelli che magari hanno un problema simile, che la passione e l’amore per qualcosa fanno superare tutti gli ostacoli.

Oggi per certi versi faccio fotografie più estreme di prima.

Ho insegnato fotografia naturalistica per alcuni anni ed organizzato numerosi viaggi fotografici, soprattutto nei paesi del Nord Europa.

Oggi mi occupo anche di video e, attualmente, sto dirigendo la realizzazione di un documentario sull’inquinamento marino da microplastiche.

Quale è il tuo genere fotografico preferito/ di quale genere fotografico ti occupi?

Il mio genere fotografico è quello della fotografia naturalistica, sia degli ambienti, e quindi dei paesaggi, sia degli animali.

In campo Wildlife ho un approccio abbastanza classico con la ricerca della fauna, gli appostamenti e la fotografia.

Fotografia Naturalistica

Apro qui una parentesi.

Pur avendo provato anche io un’esperienza di questo genere, oggi ho una posizione molto critica verso come la fotografia di questo tipo si sia evoluta.

Oggi mi sembra sia diventata un affare per “ricchi” e non nel senso delle attrezzature, ma perché chi se lo può permettere paga profumatamente per situazioni poco condivisibili ma che ti portano a mezzo metro da orsi, lupi, galli cedroni, aquile e tutto il ben di Dio possibile, con stratagemmi che posso condividere solo in parte.

Un conto è allestire una mangiatoia per i passeriformi un altro è seppellire pesci sotto reti di metallo per attirare aquile e orsi.

Questo poi si riflette anche nei concorsi dove vincono molto spesso fotografie realizzate in questo modo.

Ragion per cui non amo partecipare a concorsi Wildlife: è una lotta impari.

Sui paesaggi invece è diverso perché qui la componente interpretativa è preponderante secondo me.

Puoi anche farti portare in Georgia del Sud, ma se non hai sensibilità, difficilmente renderai l’atmosfera di quel posto con delle fotografie.

Proprio per questi motivi, ultimamente mi attrae la fotografia che molti definiscono “impressionista” dove la location diventa quasi ininfluente e propedeutica all’interpretazione che prevale su ogni componente tecnica e ambientale.

Ci racconti il tuo primo ricordo legato alla fotografia?

Il mio primo approccio alla fotografia è stato in realtà con la macrofotografia all’età di 16 anni.

In pratica “rubavo” a mio padre una vecchia Practica PLC3 con un obbiettivo Pentacon 50mm 1.8.

Macrofotografia, Ragno

Con sistemi empirici prima e tubi di prolunga poi, mi scatenavo dietro a libellule e insetti, però solo per 36 volte tante quanto un rullino.

La macrofotografia è stata il mio primo amore e, devo dire, che anche adesso ingrandire il piccolo mi dà sempre grandi soddisfazioni.

Quale artista ti ha ispirato di più o a quale artista ti ispiri in questo momento?

Molti sono gli artisti ed i fotografi che mi hanno influenzato.

In cima alla lista devo necessariamente mettere il trio dei grandi americani della West Coast (o meglio della Oregon Coast), e cioè:

  • Tom Mangelsen
  • Frans Lanting
  • Art Wolfe

Da Tom Mangelsen, grande vecchio della fotografia naturalistica americana, ho imparato il gusto di andare per boschi e valli solo, ascoltando i suoni e gli odori intorno.

Un approccio molto intimo con la Natura.

Frans Lanting, storico fotografo National Geographic, oltre che molti dettagli tecnici, mi ha insegnato l’arte della comunicazione verso gli altri e soprattutto verso gli studenti dei corsi.

È un grande comunicatore sempre chiaro, semplice e preciso.

Art Wolfe invece, è quello a cui forse devo di più, forse perché ho un percorso simile al suo.

Fotografia Impressionista

Lui era pittore prima di diventare fotografo ed io ho un amore sviscerato per la pittura, soprattutto quella impressionista e delle avanguardie americane.

A lui devo un approccio artistico e intimo alla fotografia che, come dicevo, oggi mi coinvolge appieno.

Una citazione meritano due fotografi naturalisti, uno francese Vincent Munier e l’altro italiano Stefano Unterthiner, maestri del “minimalismo” cioè della corrente del “più togli, più ottieni” che personalmente amo.

Fotografia Minimalista Biagio Alberto Scalia

Lo scatto/opera realizzata che ti ha dato maggiore soddisfazione?

Qui è difficile, è come chiedere ad un padre quale figlio preferisce.

Potrei indicarne molte, magari realizzate in Islanda o nei parchi americani.

Invece ne indico una, di una femmina di codirosso spazzacamino, fatta dalla finestra di casa letteralmente con la tazza del caffè in mano.

Questa è stata finalista in molti concorsi importanti (quando ancora li facevo) ed ha fatto un buon percorso.

femmina di codirosso spazzacamino

Poi voglio citarne un’altra per le sensazioni suscitate, fatta nel Mono Lake, un lago con delle strutture di tufo molto particolari, nel Nord della California.

Parlando con un nativo, un vecchio indiano Kutzadika’a, mi raccontava di come quel lago fosse sacro e mistico per loro.

La notte ci sono andato per qualche foto e ti assicuro che lì solo, nel silenzio, quei tufi mi sembrava proprio che si muovessero e quasi danzassero.

Tufi del Mono Lake, California

Parlaci un po’ della tua attrezzatura!

Utilizzo attrezzatura esclusivamente Canon EF.

Vari corpi macchina, 5D MK II (un mulo che non lascerò mai), 5D MK IV e 5D Sr per il paesaggio e la macro e 7D MK II per la fauna.

Obiettivi dal 16-35mm F4 al 500mm F4.

L’unico obbiettivo non Canon è un fantastico Samyang 14mm F2.8 che utilizzo molto di notte per l’astrofotografia.

Per i video utilizzo una Blackmagic 4K opportunamente accessoriata.

Che consiglio daresti a chi si affaccia oggi per la prima volta al mondo della fotografia?

Per chi, come me, ha avuto esperienze di insegnamento e di contatto con tantissimi allievi appassionati, questa domanda è importantissima.

Vorrei dare molti consigli ma, in realtà, chi ne ha voglia oggi ha tutti i mezzi per approfondire i suoi dubbi, però frequentare un buon corso, con un buon insegnante è veramente senza prezzo.

Fotografia impressionista Alberto B. Scalia

Quello chi dico sempre ai miei studenti è: “guardate gli altri, imparate dai grandi fotografi, lasciatevi inspirare. Non abbiate paura di emulare ma cercate poi di metterci del vostro”.

Se si conosce bene l’inglese si può, per esempio, entrare nella community di Creativelive dove, si possono seguire corsi online, anche con delle dirette streaming, dei tre grandi fotografi americani che ho citato prima.

Io vi partecipo sempre quando posso.

In alternativa mi permetto di consigliare un mio corso “Fotografare il paesaggio costiero”, completamente gratuito che ho messo online sul mio canale YouTube.

In pratica, è una lezione dal vivo realizzata in una giornata intera, dall’alba al tramonto, nei litorali del Parco Nazionale del Circeo, che è la zona in cui vivo.

Un altro consiglio importante che vorrei dare è: “ponetevi un obbiettivo e pensate in scala di progetto”.

Cioè pensate ad un progetto fotografico, che so, ad esempio l’acqua o l’ora blu o altri ed impegnatevi a realizzarlo.

Dopo di che siate molto critici verso voi stessi, non abbiate paura di selezionare drasticamente le vostre fotografie e di gettarle via!


Puoi trovare Biagio Alberto Scalia su:

Sito WebPagina FBCanale YT

Continua a seguirci, nel prossimo articolo potrebbe esserci la tua intervista!

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