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Pgytech OneMo Tactical e OneGo Roamer Tote: Le due novità che ridisegnano lo zaino fotografico

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Pgytech OneGo Roamer e OneMo Tactical

Ci sono video che partono con un’idea semplice e finiscono per aprire un confronto vero e proprio tra filosofie di design.

Questo è uno di quelli.

Oggi vi porto le due ultime novità di casa Pgytech, il nuovo OneMo Tactical e la OneGo Roamer Tote, due zaini che nascono da esigenze completamente diverse ma che condividono la stessa cura costruttiva.

Due filosofie, un solo marchio: dove si inseriscono OneMo e OneGo

Per capire davvero queste due novità serve prima un ripasso veloce sulle linee Pgytech.

La linea OnePro nasce per i professionisti con utilizzi outdoor estremi: zaini di alto livello, pensati per condizioni di lavoro molto specifiche.

La linea OneGo, all’opposto, punta tutto sullo stile e sul design quotidiano, senza però rinunciare alla qualità dei materiali né alla funzionalità.

In mezzo a queste due anime si colloca la linea OneMo, pensata per la fotografia e capace di comportarsi sia da zaino tecnico per il trasporto di attrezzatura importante, sia da compagno di tutti i giorni.

Quando un tuttofare diventa la scelta giusta

Il nuovo OneMo Tactical nasce esattamente da questa filosofia ibrida.

Non è un OnePro, perché non ha un utilizzo outdoor così specifico ma nelle fattezze richiama tantissime caratteristiche della linea professionale, a partire dalla costruzione e dalle finiture.

Pgytech OneMo Tactical: l’anima OnePro in formato quotidiano

Pgytech OneMo Tactical

Partiamo dal retro: la schiena e le spalle sono completamente traspiranti, sia nel materiale sia nel frame, che lascia passare l’aria.

A differenza dei modelli OnePro, qui manca il supporto metallico interno, pensato per un comfort ancora superiore in condizioni estreme, ma il profilo lombare resta lo stesso, con un sostegno che garantisce comfort anche nell’uso più intenso.

Staccando gli stretch si possono regolare anche le spalline, per adattare lo zaino a chi è più alto o più basso.

Il vero punto di forza del Tactical, però, è il design: una quantità impressionante di asole e spazi pensati per agganciare accessori, sia Pgytech sia di altri marchi.

Anche la stretch frontale è completamente personalizzabile.

La tasca superiore ha un sistema di chiusura rapido, mentre quella frontale è pensata per accogliere un gimbal o altro materiale da richiudere al volo.

C’è poi un secondo accesso rapido laterale, pensato per recuperare la macchina fotografica senza dover aprire lo zaino, oltre a un rain cover per una protezione extra dalla pioggia, su materiali che restano comunque splashproof.

Aprendo lo zaino si trova un dettaglio di sicurezza pensato per evitare aperture accidentali, da sbloccare prima di accedere al vano principale.

L’interno è completamente attrezzato a materiale fotografico e può essere scomposto per lasciare spazio ad altro, come vestiti, se necessario.

Il Tactical è disponibile in due taglie, da 35L e da 25L e in due colorazioni: quella camo protagonista del video e una variante camo nera.

A livello estetico il Tactical richiama in modo evidente l’immaginario tattico, al punto da ricordare uno zaino da videogioco bellico, soprattutto nella colorazione camo.

È un dettaglio che si nota, ma resta coerente con l’identità della linea OnePro da cui prende ispirazione.

Pgytech OneGo Roamer Tote: lo stile prende il sopravvento

Pgytech OneGo Roamer Tote Bag

Cambiamo completamente registro con la OneGo Roamer Tote, uno zaino urban dal design molto curato, costruito con gli stessi materiali premium Pgytech e completamente splashproof.

Le tasche sono distribuite sul davanti, sul retro e ai lati, in stile classico, ma è la trama di corda a catturare l’attenzione, richiamando il linguaggio urban dell’intera linea.

Anche qui sono disponibili due versioni: quella da 18L, più compatta, e da oltre a tre colorazioni: nero, color sabbia e un verde acceso molto deciso.

Il dettaglio che non ti aspetti da uno zaino “solo estetico”

La vera sorpresa è il sistema di chiusura della maniglia superiore: al posto del solito cordino con bottoncino, Pgytech ha scelto una chiusura magnetica che elimina il gesto di allacciare e slacciare ogni volta e apre direttamente l’accesso al vano principale superiore.

Il secondo accesso, quello alla tasca principale, si trova invece sulla tasca laterale rapida oppure sul retro, dove è presente lo stesso blocco di sicurezza già visto sul Tactical.

L’interno è personalizzabile al 100%: si possono mantenere tutti i divisori per organizzare l’attrezzatura fotografica, oppure rimuoverli del tutto, richiudere la zip dedicata e trasformare la Roamer Tote in uno zaino da tutti i giorni, semplicemente agganciando il velcro sul retro.

Anche la parte posteriore nasconde un dettaglio interessante: una piccola rete che crea una serie di forellini, pensata per ricreare, in modo più semplice, l’effetto di circolazione d’aria delle linee OnePro e OneMo, garantendo un layer di ammortizzazione sulla schiena senza bisogno di gomme piuma che si deteriorano nel tempo.

Conclusione

OneMo Tactical e OneGo Roamer Tote raccontano due modi diversi di intendere lo zaino fotografico: uno più tecnico e modulare, pensato per chi porta con sé molta attrezzatura e vuole personalizzare ogni centimetro di spazio; l’altro più orientato allo stile urbano, senza però rinunciare a dettagli funzionali pensati per il fotografo.

Quale delle due filosofie si avvicina di più al tuo modo di lavorare?


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