Sono Giulio Dallatorre, videomaker professionista di Trento specializzato in documentari televisivi e pubblicità aziendali.
Uso ormai l’ottica Sony FE 28-70mm F2 GM da più di un anno e ha davvero sostituito le mie ottiche fisse.
Se ti stai chiedendo se ne vale la pena, provo a risponderti con la mia esperienza diretta.
Un’apertura F2.0 su tutto lo zoom: una sfida quasi impossibile
Solo pochi anni fa, un’ottica così sembrava impossibile da realizzare.
La sua caratteristica chiave è l’apertura F2.0 costante su tutta la lunghezza dello zoom e lo zoom stesso, da 28 a 70mm, non è affatto male come escursione.
Su carta, questo obiettivo dovrebbe sostituire un intero set di ottiche fisse: 24, 35, 50 e 85mm.
Tutto questo, mantenendo risultati simili sia dal punto di vista qualitativo che stilistico, senza dover continuamente cambiare ottica sulla fotocamera.
Come mi ci sono trovato? Diciamo senza parole.
La resa è pressoché identica a quella del famoso 24mm G Master, con pochissimo focus breathing e la ciliegina sulla torta è che questa resa si trova su tutta la lunghezza della focale.
Sul set di Old Timer: Perché ho scelto solo questo obiettivo

Il progetto di punta in cui l’ho utilizzato di più è stata la penultima stagione di Old Timer.
Abbiamo filmato 20 vetture e interviste con piloti e designer famosi, usando principalmente questa ottica.
Avere questa qualità mi aiutava a raggiungere quel gradino in più sul risultato finale e, soprattutto, non dovevo cambiare ottica quando passavo da dettagli ravvicinati sull’auto a inquadrature grandangolari con il veicolo intero.
L’ho persino montata all’esterno, sulla camera car, e si è comportata benissimo.
Questo obiettivo si è rivelato formidabile anche nei concerti, in particolare sui piccoli palchi degli eventi aziendali, dove spesso non c’è tantissima luce.
In quelle condizioni, il quantitativo di luce che offre un’ottica fissa fa davvero la differenza.
Questo zoom permette di guadagnare in flessibilità perdendo solo uno stop di luce rispetto alle prime migliori.
Quella resa che ricorda il primo 85mm F1.4 G Master
Sulla qualità dell’immagine, Sony si è posizionata molto in alto negli ultimi anni con la linea G Master, e questo obiettivo la porta a un livello diverso.
La qualità in sé, come risoluzione, non è superiore a quella dei G Master zoom della serie F2.8.
Ma la resa è proprio diversa.
Mi ricorda l’uscita del primo 85mm F1.4 G Master, quando si parlò moltissimo del rendering dell’immagine e della qualità dello sfocato.
Ritrovo la stessa cura in questa ottica, in maniera impeccabile; secondo me, bellissima.
L’autofocus: Meglio delle ottiche prime?

L’autofocus è un aspetto molto importante di questo obiettivo e, secondo me, si comporta addirittura meglio delle ottiche prime.
È molto più veloce di quello dell’85mm e ha pochissimo focus breathing, a differenza del 24mm, che invece ce l’ha e può rovinare alcune scene.
L’autofocus è veloce, preciso e costante come velocità.
Quando passo a filmare dettagli molto vicini, è molto progressivo e, soprattutto, lo sfocato non cambia di resa.
Il rovescio della medaglia: Peso e prezzo
Sembra tutto rose e fiori, ma qualcosa di negativo doveva pure esserci.
Prima di tutto la stazza: non è un peso piuma e il mio vecchio stabilizzatore RS 3 Pro ogni tanto fa un po’ di fatica a reggerlo nelle situazioni più difficili.
Se da una parte appesantisce lo zaino, dall’altra tende ad alleggerire il portafoglio.
Anche questo è un piccolo punto che merita una riflessione, nonostante tutto quello che questo obiettivo riesce a fare.
Ci sono alternative sul mercato?
Attualmente direi di no.
Nel mondo Sony il 24-70mm F2.8 G Master è un prodotto, secondo me, di filosofia diversa: molto più clinica e standard, il che non la rende un’opzione per sostituire le mie amate ottiche fisse.
Certo, avere un grandangolo di 24mm invece di 28mm potrebbe aiutare in alcune occasioni, ma secondo me la resa fa da padrona.
Per chi è pensato questo obiettivo
Di sicuro per gli appassionati che scattano sempre ad apertura massima, per chi è partito magari con ottiche prime F2, F2.8 o addirittura F1.4 e vuole più versatilità.
Mi ricordo che qualche anno fa, quando filmavo concerti, continuavo a cambiare dal 24 all’85mm a seconda che volessi inquadrare il palco intero, il pubblico o solo alcune persone o l’artista.
Con questa ottica non devo più portarmi dietro la borsa e rischiare ogni volta di sporcare il sensore durante lo shooting.
Tutta la tecnologia che si trova in questo obiettivo lo rende un po’ costoso rispetto alle altre ottiche.
Ma per un professionista del settore, la versatilità che offre è impareggiabile.
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