Quante opzioni di alimentazione ha il Nanlite FC 120B? Probabilmente più di quante pensi.
E soprattutto, saperle sfruttare nel modo giusto fa tutta la differenza tra una luce che rimane in studio e una che ti segue ovunque.
L’FC-120B, così come l’FC-120C, fanno parte della serie FC di Nanlite, la lineup che ha portato all’estremo il concetto di qualità di luce in un corpo compatto e accessibile.
Qualità quasi cinematografica, stessa tecnologia dei Nanlux, in un formato che si porta sotto braccio.
E con una flessibilità di alimentazione che, su una luce di questo livello, non è affatto scontata.
Prima di tutto: Il wattaggio conta
C’è una cosa che bisogna sapere prima di parlare di qualsiasi batteria: il consumo effettivo della luce.
Il nome “120” può trarre in inganno, perché l’FC-120B assorbe in realtà 140W al picco massimo.
Non è un dettaglio da ignorare: è il numero da tenere a mente ogni volta che si sceglie una fonte di alimentazione.
Vale sempre la pena controllare la scheda tecnica del prodotto per questo dato.
Non tutti i numeri nel nome di una luce corrispondono al reale assorbimento e saperlo vi evita brutte sorprese sul set.
Alimentazione a rete e power station
Il modo più diretto è ovviamente la rete elettrica: cavo Schuko nella presa, spinotto nell’ingresso del tuo FC: pulito, immediato, nessun limite di potenza.
Per chi vuole portare questa configurazione in esterna senza rinunciare all’alimentazione standard, la soluzione è una power station.
Modelli come le Patona Autark – nelle versioni da 1800Wh, 2400Wh o 5000Wh – funzionano esattamente come un generatore portatile: la luce continua a lavorare “a rete”, ma la fonte di alimentazione è autonoma e trasportabile ovunque.

USB-C Power Delivery: Il metodo più semplice
La porta USB-C con Power Delivery è probabilmente la soluzione più comoda per chi lavora leggero.
Un semplice powerbank con uscita USB-C basta per accendere la luce – ma qui entra in gioco la matematica del wattaggio.
Un powerbank da 100W, come il Patona Luxury che ho usato nei test, eroga meno dei 140W richiesti dalla luce al massimo della potenza.
Cosa succede? La luce si accende comunque, lo comunica sul display (“Using Power Delivery”) e limita l’intensità al 60%.
Non è un problema: il 60% di un’FC 120B è comunque parecchia luce, più che sufficiente per moltissime situazioni.
Se invece avete bisogno del 100%, basta un powerbank con Power Delivery da 140W o superiore, nessun limite, potenza piena.
Cosa succede con powerbank meno performanti?
Con un’uscita USB-C da soli 20W, l’FC 120B si accende lo stesso – limitata a circa il 10% della potenza.
Potrebbe sembrare poco utile, ma dimostra una cosa importante: la luce non si blocca, si adatta.
È una scelta progettuale che apprezzo molto su un prodotto professionale.
Per l’FC 60B, il fratello minore che assorbe 60W, il discorso cambia radicalmente: un powerbank da 100W è più che sufficiente per arrivare al 100% senza alcun compromesso.
Batterie NP-F in Power Delivery

Le batterie NP-F di nuova generazione di Patona hanno introdotto anche loro il Power Delivery, con un’erogazione di 45W.
Collegata via USB-C, una NP-F porta l’FC 120B al 25% della potenza.
Può sembrare poco, ma pensateci: avete già queste batterie in borsa per altri dispositivi, e ora possono fare doppio servizio.
Per un FC 60B, poi, una NP-F da 45W è una soluzione concreta anche per usi più esigenti.
Le NPF possono essere usate anche nell’apposita impugnatura (grip), con slot per due batterie in parallelo – opzione disponibile però solo per i modelli da 60W.
V-Mount: la soluzione migliore per il pieno delle prestazioni
La V-Mount è il sistema di alimentazione professionale per eccellenza nel mondo video e foto.
E sull’FC 120B si può sfruttare in due modi.
Il primo è di nuovo il Power Delivery via USB-C: le nuove Patona V Compact 99Wh hanno 100W di PD, quindi stesso discorso del powerbank, luce al 60%.
Il secondo, e più potente, è tramite l’adattatore BT-BG-XLR4II: si attacca alla luce come grip, si inserisce la V-Mount, e il connettore D-Tap trasferisce piena potenza attraverso un cavo XLR, lo stesso usato per la rete.
Risultato: nessuna limitazione, potenza al 100%.
Autonomia: Il calcolo da fare sempre
Oltre alla potenza erogata, conta l’autonomia.
Il riferimento sono i Wh (watt ora): una batteria da 140Wh alimenta l’FC 120B al 100% per esattamente un’ora.
Una V Compact da 99Wh, ad esempio, non arriva a un’ora piena alla massima potenza ma è pensata per rientrare nel limite dei 100Wh consentito sugli aerei, il che la rende perfetta per chi lavora in trasferta.

Conclusione
L’FC 120B non è una luce qualunque e la sua gestione dell’alimentazione lo dimostra.
Dalla rete alla power station, dal powerbank USB-C alla V-Mount con adattatore, ogni soluzione è percorribile, con la luce che si adatta intelligentemente alla fonte disponibile invece di bloccarsi.
Su un prodotto di qualità cinematografica come questo, avere questa libertà operativa è davvero un valore aggiunto.
Se pensate all’FC 60B, con il suo assorbimento inferiore, la flessibilità diventa ancora maggiore: quasi ogni powerbank o batteria NPF bastano per lavorare senza compromessi.
Se hai ancora dei dubbi, scrivi la tua domanda nei commenti qui sotto!






