73 anni fa, nel 1952, in una cittadina nella contea del Surrey, vicino Londra, in Inghilterra, nasceva uno dei fotografi più importanti di tutti i tempi.
Fu il nonno di Martin Parr, un fotografo amatoriale, che lo avvicinò alla fotografia.
Mentre Parr è diventato famoso per il forte uso del colore, uno dei suoi primi lavori, “Bad Weather”, nel 1984, è uno dei pochissimi lavori in cui il fotografo usa il bianco e nero.
Interessato da un tema di cui tutti i britannici sono interessati, comprò una macchina fotografica subaquea e un flash subacqueo, adatti a fotografare sotto il piovoso meteo inglese.
Scoprì inoltre che usando il flash sotto la pioggia, si possono fermare le gocce a mezz’aria, con un risultato molto interessante che si sovrappone ai soggetti catturati nell’inquadratura.
“Bad weather is so British. There’s an obsession with talking about the weather all the time because it’s so changeable. I liked the idea of doing a project around a theme that people are obsessed with.”By using the flash, I got blobs on the images – they were raindrops on the screen. The blobs were the most interesting thing about the picture, so I started to use this as a technique and incorporating them into photographs. Sometimes I’d even put water on the lens to give that slightly out-of-focus look.”

Dopo 15 anni di bianco e nero, Parr decide nel 1982 di iniziare ad usare il colore, e da lì quello diventa il suo tratto distintivo, insieme all’uso del flash di giorno.
Il primo progetto distintivo di Parr è stato “Last Resort”, un lavoro fatto a New Brighton, la riviera costiera di Liverpool.
Tra il 1983 e il 1985 Parr fotografa lo svago e il divertimento presente sulle spiagge.
“The beach is always going to be an integral part of what I do – it just goes on and on”.
In quegli anni New Brighton era una meta popolare per la classe operaia inglese, e Parr venne molto criticato per aver esposto questo aspetto delle persone sulla spiaggia.
Il suo interesse non era però rivolto alla classe sociale ma alle cose quotidiane che tutti trovano sulla spiaggia, le contraddizioni della vita inglese che si potevano trovare dappertutto.
L’uso del colore fu sicuramente ispirato dalla fotografia commerciale e dalla fotografia documentaria americana, da fotografi come Stephen Shore, Eggleston, o Meyerowitz.
Nel 1990, Henri Cartier-Bresson propone Parr ad entrare a far parte di Magnum, la rinomata agenzia fotografica fondata tra gli altri dallo stesso Bresson e da Capa.
All’epoca la sua candidatura suscitò numerose discussioni e polemiche, soprattutto per la distanza dello stile e dei temi di Parr rispetto alla tradizione dell’agenzia Magnum.
Nonostante le resistenze, Parr venne ammesso con un solo voto in più rispetto alla maggioranza qualificata dei due terzi richiesta.
In seguito, tra il 2013 e il 2017, ricoprì anche il ruolo di presidente.
L’approccio di Martin Parr

L’approccio di Parr si discosta moltissimo da quello di molti alti fotografi dell’epoca, che scattavano spesso storie drammatiche.
“È la tavolozza di colori vivaci e l’avvicinarsi al soggetto. Il colore aiuta ad allontanarlo un po’ dalla realtà. Immagino che faccia parte della mia… ‘visione’ suona un po’ pretenziosa. E dell’umorismo. La vita è divertente. Cerco di trasporre questo nelle immagini“.
In vacanza, l’approccio di Parr si separa da quello del turista medio, che solitamente vuole apparire da solo nelle foto, lontano dalla folla, per riportare un’esperienza che in verità non è esistita.
Lui vuole proprio mostrare quello che accade nei luoghi turistici o comunque di divertimento.
Vuole essere lì dove tutto sta accadendo, e vuole riprendere il maggior numero di persone.
“Well I guess people do selfies and then they want the subject in the background and them and their friends or parents or lovers or whatever in front of it and they don’t want anyone else in. Whereas I’m interested in getting everybody who’s there in. So, my job is not to have no people in. My job is to have as many people in as possible.“
La scomparsa
Nel 2017 Parr ha venduto la sua collezione di 12mila libri al Tate, e nello stesso anno ha aperto la Martin Parr Foundation, un’istituzione per la fotografia a Bristol che ospita mostre di autori di immagini e il suo considerevole archivio.
“I have always wanted my photobook collection to go to a public institution in the UK and with the recent commitment to photography from Tate, this was a very easy decision to make. I’m also very happy that thanks to Maja and LUMA, the city of Arles will embrace the photobook phenomenon.“
Nel dicembre 2025 Martin Parr viene purtroppo a mancare a Bristol, in Inghilterra.
Termino con una citazione del curatore tedesco Thomas Weski riguardo a Martin Parr:
“Martin Parr è un cronista della nostra epoca… Il tempo libero, il consumo e la comunicazione sono i concetti che questo fotografo britannico esplora ormai da diversi decenni nei suoi viaggi in tutto il mondo… Parr ci permette di vedere cose che ci sembravano familiari in un modo completamente nuovo.“
Per approfondire:
- Pagina di Parr su Magnum Photos
- Art Tribune – È morto il celebre fotografo inglese Martin Parr
- The Street Rover – Bad Weather. Il passato in bianco e nero di Martin Parr
- Sito Personale di Martin Parr
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