Islanda, la terra di ghiaccio – Storytelling

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Islanda. Iceland. La terra di ghiaccio.

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Il suo nome non fu scelto a caso dagli avventurieri norvegesi, i primi a colonizzare l’isola: la terra brulla, l’aria pungente, i ghiacci.

Se si vuole viaggiare con il proprio mezzo, nel nostro caso un pulmino Volkswagen, la si può raggiungere in circa tre giorni di navigazione partendo dalla Danimarca, come abbiamo fatto io e il fotografo Paolo Carlini nel 2019.

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Il materiale da portare in questa avventura è stato scelto facendo un’attenta selezione: la modalità di viaggio che abbiamo scelto non permetteva di portare oggetti che non ci sarebbero stati utili.

È il genere di esperienza che in qualche modo ti obbliga a chiederti cos’è davvero importante e improvvisamente un filo e delle mollette assumono tutt’altra importanza nella tua vita.

Prima di partire abbiamo controllato il meteo locale e basandoci su questa indicazione abbiamo scelto di girare l’isola in senso orario.

Ed ecco così srotolarsi davanti a noi chilometri di terra deserta, spiagge di sabbia nera, ghiacciai, prati, detriti lavici che sembravano essersi appena raffreddati.

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Nessun albero.

Eppure spuntano qua e là tra la terra dei fiorellini viola, sferzati dal vento.

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In agosto, la luce ti accompagna per circa 18 ore della giornata.

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E quando fa buio si possono scorgere, come dei brillanti, le serre di vetro completamente illuminate per la coltivazione degli ortaggi.

Coltivare all’aria aperta non è un’opzione in un territorio di questo tipo.

L’Islanda è una terra magica.

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Per viverla al meglio bisogna entrare in sintonia con la natura e le sue condizioni.

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Qui percepisci davvero la potenza dell’acqua, la forza del vento e la magnificenza della terra.

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Ci si ascolta in Islanda, ci si sente parte di una Terra che si esprime nel suo linguaggio, un linguaggio che diventa magicamente comprensibile, naturale, ma allo stesso tempo arcaico, mentre si ascolta il suono del vento.


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Camilla Albertini (Milano, 1995) è una fotografa e videomaker.

Laureata in fotografia allo
IED, Istituto Europeo di Design, lavora nello studio fotografico di Paolo Carlini a Milano e come freelance per testate giornalistiche come Corriere della Sera, Quattroruote, Donna
Moderna e Ruoteclassiche.

É appassionata di cinema, musica e arte ma il viaggio è
sicuramente una delle cose che ama maggiormente.

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