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Camp Snap e didattica: Insegnare fotografia alle elementari divertendosi

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Camp-Snap-nelle-scuole

Camp Snap: più semplice, più creativo, più divertente.

Viviamo nell’epoca delle immagini ma spesso mi domando se i miei figli vengano formati adeguatamente per riuscire a districarsi in questo caos visivo.

Formare le nuove generazioni al linguaggio visivo è uno step fondamentale per la nostra società e così, nel mio piccolo, ci provo.

Anche quest’anno sono stato coinvolto da alcune classi della scuola frequentata dai miei figli per realizzare dei percorsi dedicati all’immagine fotografica, e proprio per quest’occasione, cercavo uno strumento adatto a parlare ai giovani e giovanissimi di fotografia ma senza addentrarmi in argomentazioni complesse e risultare noioso.

I ragazzi, fin da subito, nascono circondati dalle immagini, vivono bombardati quotidianamente da messaggi visivi e la fotografia è quindi naturalmente parte integrante del loro mondo.

Camp-Snap_Fotografia-nelle-scuole

Avvicinarli con curiosità a questo mondo, rendendoli in grado di comprendere il contenuto e non solo l’estetica del linguaggio fotografico è una sfida che ho accettato con grande curiosità e passione e per farlo ho scelto un approccio totalmente in contrapposizione ai normali percorsi di inizializzazione alla fotografia.

Esaltare l’istinto e la freschezza dello sguardo di chi non ha ancora metabolizzato la grammatica trita e ritrita della composizione fotografica; aiutare lo sguardo a spaziare libero senza vincoli di regole e schemi; utilizzare lo strumento fotografico come un foglio bianco su cui prendere appunti di getto, senza curarsi troppo della forma: studenti di classi elementari di 2a e 4a come allievi, le fotocamere Camp Snap come strumenti.

Ridurre l’esperienza fotografia all’essenziale, senza distrazioni, avvicinandosi alla realtà senza la mediazione di un visore elettronico, senza le complicazioni di impostazioni e modalità avanzate: osservo, inquadro, scatto.

Un’ esperienza “davvero divertente” – parole stesse dei miei giovani alunni – che si sono confrontati con un approccio all’antica di un gesto che fino a poco prima trovavano scontato e automatico.

Sperimentare il piacere dell’incertezza e dell’attesa assieme quel senso di libertà e spensieratezza dato dal “vedremo come sono venute”, è stato l’elemento chiave dell’esperienza proposta ai ragazzi.

Inseguire un risultato senza però averne la certezza del risultato è stato stimolante.

Nell’epoca del tutto-e-subito-pronto, perdere il controllo è stato liberatorio e ha portato a maggior consapevolezza e tanto divertimento. 

“Devi solo inquadrare come preferisci e poi premere qui”.

Difficile rimanere indifferenti dinanzi alla prospettiva di poter creare qualcosa senza sapere nulla.

Progetto-didattico_Fotografia-nelle-scuole

L’approccio al progetto finale è stato molto semplice: tutte le foto sarebbero state anonime, raccolte assieme scaricando tutte le fotocamere, come un grande collage di centinaia di parole e frasi, prima carpite e poi scelte ed organizzate, come un passaggio da una brutta ad una bella copia.

E così le immagini si sono trasformate in parole e le idee si sono materializzate in immagini, senza alcuno sforzo o competenza tecnica, solo utilizzando istintivamente il proprio sguardo e uno strumento nuovo ed intrigante.

Abbiamo quindi raccontato l’istituto dall’interno e il parco antistante, centro vitale del quartiere e della scuola stessa, e tutto quello che gli appartiene.

Storie che si sono scritte senza regole, solo lasciando andare la proprie idee e la propria genuina visione!

Perfette per un utilizzo spensierato, le fotocamere Camp Snap si sono rivelate potenti strumenti didattici, consigliabili anche in quelli ambiti in cui generalmente le direttive vietano l’uso di apparecchiature elettroniche (gite, viaggi di istruzioni, etc) in quanto non distolgono l’attenzione bensì la catalizzano proprio sulla realtà con sui si deve interagire.

Semplificare al massimo per osservare meglio, documentare con cognizione e divertirsi di più.

Una filosofia perfettamente centrata.

Si ringrazia Istituto Comprensivo Albertelli-Newton di Parma per la collaborazione.


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