Come utilizzare l’illuminazione Nanlite in Documentario di Musica Classica? – Backstage

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In questo articolo scopriamo come utilizzare l’illuminazione Nanlite per la realizzazione di un documentario di musica classica che andrà successivamente in onda in televisione.

Siamo sul set di un lavoro importante e con me c’è Giulio Bottini, direttore della fotografia.

Parliamo del setup di questo progetto che inizierà a breve.

Questo progetto consiste in un programma televisivo dedicato alla musica classica, e quello di cui parliamo in questo articolo è la puntata pilota.

G: In questa prima puntata viene trattato Beethoven, per lo specifico di un movimento di una sua suonata che in seguito il maestro eseguirà commentandola.

S: Quindi diciamo è un misto tra l’esecuzione e una vera propria registrazione.

G: Praticamente è un programma divulgativo: ci sarà una parte che è una chiacchierata informale, alla fine della puntata c’è la vera e propria esecuzione del brano.

Allestimento della postazione principale

S: Infatti abbiamo predisposto, oltre che tutta la sezione video, anche tutto un setup audio. Parlando un po’ di come ci siamo organizzati, la postazione principale presenta 4 punti di ripresa tutti Blackmagic.

Fondamentalmente la cosa importante quando si registra è avere sempre la stessa colorimetria, quindi avere tutte le stesse macchine porta già un primo vantaggio.

Il secondo vantaggio avere la possibilità di girare in raw perché è uno dei fondamenti per la realizzazione di riprese controllate in termini di colore.

G: Abbiamo la ursa che fa il totale, siccome siamo lontani, a parte che a me piace fare i totali con ottiche lunghe quindi abbiamo il totale fatto con un 50 mm e una figura intera che è un  85 mm.

Abbiamo segnali che vanno via cavo, alcuni con trasmettitore Teradek che entra SDMI ed esce HDMI dal video assist e con un altro converter torna HDMI.

Inoltre vedere tutte le camere sul monitor mi permette di vedere se le camere sono allineate perché, trattandosi principalmente di camere fisse, una volta che l’inquadratura è fatta posso anche non guardarle.

Però essendo un live non possiamo stoppare il maestro mentre esegue una suonata di 20 minuti di Beethoven, è importante che si possano vedere gli allineamenti delle camere.

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S: Per capirci non abbiamo lo Stop, poi il Play, vari punti di ripresa. Lui esegue e noi dobbiamo riprendere, quindi è buona cosa capire se tutto è andato bene già a un primo occhio.

G: Con il false color che mi arriva direttamente sul monitor posso vedere l’allineamento delle camere.

Come è stata allestita la seconda postazione?

S: Abbiamo un’altra Blackmagic con 70-200 e anello adattatore; con questa camera facciamo un close up e un medio in cui si vede il setup di luci che vogliamo in campo.

G: Il Bösendorfer in questo spazio va inquadrato tutto, quindi abbiamo deciso di mettere in campo le luci.

In particolare queste luci Nanlite sono pure molto belle da vedere, e hanno quindi avuto pure una valenza scenografica.

S: Andiamo a vedere l’ultima camera per poi vedere il setup audio e luci. L’ultima camera diciamo che è “di servizio“, nel senso che dà un primissimo piano, un dettaglio delle mani del nostro maestro.

Ripresa importante per spezzare la scena e per far capire proprio la complessità di quello che si sta eseguendo.

Che cosa abbiamo utilizzato qui, Giulio?

G: Qui c’è un 50 mm che ti permette di vedere quasi tutta la tastiera, la mano sinistra è un po’ coperta però diciamo che non è una lezione didattica quindi va bene.

S: Per quanto riguarda i diaframmi che scelta di diaframmi hai fatto in generale?

G: Ho cercato di restare un po’ più chiuso perché la profondità di campo della lunghezza della tastiera deve essere un po’ preferita, magari avere un po’ più di rumore, alzare un po’ gli ISO però avere tutto a fuoco il più possibile con un 50 mm, quindi non è facile.

S: Due piccoli accenni sulle luci. Avere luci contro chiaramente crea effetti di flare.

G: Sì, crea dei flare. Poi abbiamo utilizzato delle ottiche cosiddette vintage che non erano molto resistenti a questo tipo di effetto e quindi avere un matte box o come minimo un paraluce è stato importante.

S: Quindi un elemento che a volte sembra di decoro in realtà in questi contesti, soprattutto in controluce, è fondamentale.

Adesso parliamo del set di luci Nanlite e di come utilizzare l’illuminazione in questo set

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G: Abbiamo 4 punti luce, tutti Nanlite. Come luci principali abbiamo due Forza: un Forza 500 dimmerato al minimo e un Forza 60 dimmerato al 100%.

Queste due fonti di illuminazione sono state utilizzate per fare un po’ di backlight; diciamo che la fotografia è abbastanza “drammatica”, con contrasti abbastanza forti e luci morbide.

Abbiamo utilizzato i Forza di Nanlite con i softbox, poi abbiamo un Mixpanel 150 che serve per illuminare il volto del maestro. E un Pavotube 30C.

S: Il Pavotube 30C a cosa ti serve?

G: Il Pavotube 30C serve per disegnare i bordi del pianoforte, rendere anche un po’ leggibile lo sfondo che, essendo molto scuro, rischiava di andare a sparire completamente.

Inoltre, essendo particolare, volevamo far riconoscere anche la sala dove ci troviamo illuminandola al meglio.”

Premendo play al video qui sotto è possibile vedere una lettura veloce delle luci per poi passare l’aspetto “audio” del set!

Spero che le immagini vi abbiano regalato quello che si vive dietro un set di questo tipo, con tante attrezzature di qualità.

A presto con il prossimo setup di luci assieme a Giulio!


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