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Benro Cyanbird: La nuova linea di treppiedi compatti e innovativi

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Benro Cyanbird_Presentazione

Quante volte hai rinunciato a portare il treppiede solo perché troppo scomodo da infilare nello zaino?

È esattamente il problema che Benro ha deciso di risolvere con la linea Cyanbird, e devo dire che il risultato mi ha sorpreso.

Basta prenderlo in mano una volta per capire che qui il design non è un dettaglio estetico.

Le gambe hanno una sezione ovale, la colonna centrale è triangolare e questa forma non è casuale: rende la struttura anti-torsione e permette alle gambe di chiudersi una sull’altra in modo incredibilmente compatto.

Un design che cambia le regole del treppiede

Il bello si vede proprio quando lo chiudi.

Tutti i modelli della linea occupano solo 45cm da chiusi, praticamente inesistenti.

Puoi agganciarli al fianco dello zaino, tenerli nella tasca posteriore o semplicemente in mano, senza che ti diano mai fastidio.

Se hai già provato treppiedi ingombranti, capisci subito la differenza.

I materiali variano tra alluminio, carbonio e una soluzione ibrida, con la prima sezione in carbonio e le altre in alluminio.

E per ogni modello puoi scegliere tra teste diverse, a seconda di come e cosa vuoi riprendere.

La colonna che si sfila per arrivare fino a terra

C’è un dettaglio che, sul campo, ho trovato davvero utile: la colonna centrale a sezione triangolare si può sfilare, per scendere con la ripresa fino a terra.

In fondo alla colonna trovi il gancio stabilizzatore.

Svitalo e scoprirai una brugola integrata, pensata apposta per la vite universale da 3/8″ del piattello.

Con quella brugola si sblocca il meccanismo di rilascio e si sfila la colonna.

Tutto qui: il procedimento è semplice e veloce, basta reinserire la parte residua per riprendere fino a 9 cm dal suolo.

Una gamma pensata per ogni esigenza

Quello che mi piace della linea Cyanbird è che non c’è un solo modello per tutti: c’è quello giusto per te, a seconda di come lavori.

Si parte da un due sezioni piccolissimo e compatto, senza testa: perfetto come secondo (o terzo) treppiede da portare in montagna, leggerissimo, appena 300g di peso massimo.

Un passo più in alto c’è il TCBC13, una soluzione intermedia a tre sezioni che arriva fino a 110cm di altezza.

Arriva già in kit con una testa a sfera con doppio movimento panoramico: uno principale, sbloccabile dalla base e uno nascosto sotto la piastra, comodo per le riprese verticali a 360°.

La soluzione top: foto e video in un design compatto

Poi c’è la versione più completa della gamma, disponibile in alluminio o carbonio, in kit con la testa FS20 Pro.

Qui foto e video convivono davvero bene, in un corpo sorprendentemente compatto.

Il movimento panoramico è alla base.

A destra si libera la sfera fotografica, a sinistra si attiva il meccanismo verticale.

E, come nel modello precedente, sotto la piastra trovi un secondo movimento nascosto per le riprese verticali a 360°.

Il carico massimo dichiarato è di 4,5kg con un’impugnatura regolabile in diverse posizioni.

Nonostante tutto, la testa foto-video resta piccola: ci sta quasi nel palmo di una mano.

Se ti serve ancora più portata, nella gamma trovi anche teste a sfera frizionate: la combinazione con il maggior carico sostenibile supera i 20kg, sia per le gambe in alluminio che per la testa.

Blackbird: la versione più elegante della linea

Chiudo la panoramica con la versione che mi ha convinto di più a livello estetico: la Blackbird.

Il design è identico al resto della gamma, elegante, leggerissimo e piacevole al tatto.

Anche qui la colonna centrale si sfila, per adattarsi alle riprese dal basso.

Cambia però la testa in kit: una sfera con piastra a doppia compatibilità Arca, sia in orizzontale che in verticale.

Un dettaglio che si traduce in riprese dinamiche e precise, anche quando usi lo smartphone.

Benro Cyanbird: Conclusioni

Tutti i treppiedi della linea Benro Cyanbird arrivano con la loro custodia.

Che tu lavori in montagna, in città o in viaggio, con attrezzatura professionale o amatoriale, c’è un modello pensato apposta per te.

Il mio consiglio? Vale davvero la pena vederli e toccarli con mano: solo così ti rendi conto di quanto sia cambiato il concetto di treppiede compatto.


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