Abbiamo avuto il piacere di ospitare sui canali di Universo Foto e Gruppo TFS Oriella, marketing manager di Sony Italia, per la presentazione ufficiale della nuovissima Sony Alpha 7R VI.
Avevamo già avuto modo di provarla, ma oggi scopriremo qualcosa in più sulla novità di casa Sony.
La R, come ci ricorda Oriella, sta per risoluzione. È la linea di Sony pensata per il fotografo professionista. Ed è nata nel 2013, con un sensore da 36 megapixel. Da lì, ogni due anni circa, Sony ha alzato l’asticella. Fino ad oggi.
Una macchina da quasi 67 megapixel che fa 30 fps
Il cuore della Sony A7R VI è un sensore completamente nuovo: 66,8 megapixel, tecnologia stacked, abbinato al processore BIONZ XR2 di ultimissima generazione. Gamma dinamica fino a 16 stop, resa tonale eccellente sia nelle ombre che nelle alte luci.
Poi arriva il numero che sorprende davvero: 30 fotogrammi al secondo, con otturatore elettronico e blackout-free.
“La possibilità di avere una velocità così, potendo scattare con così tanti megapixel — sembra scontato, ma non lo è“, ci dice Oriella.
Non perdere mai l’attimo — due funzioni, un solo obiettivo
Sony aggiunge due funzioni pensate per il professionista sul campo. La pre-capture registra fino a un secondo prima della pressione completa del pulsante. Perfetta per il wildlife: “per chi fotografa volatili e vuole cogliere il momento in cui l’aquila pesca il pesce dall’acqua“, spiega Oriella.

La funzione Speed Boost lavora in modo diverso. Si imposta una cadenza standard — diciamo 10 fps — e si associa la funzione a un pulsante personalizzabile. Quando serve, si preme: la macchina accelera fino a 30 fps. Si rilascia, e si torna ai 10 fps di partenza. Tutto controllato, niente di automatico.
La sorpresa: video 8K su una fotocamera della Serie R
Su una macchina storicamente orientata alla fotografia, le novità video non erano scontate. E invece: la Sony A7R VI registra in 8K a 30p e in 4K a 60p o 120p senza crop, sempre in 4:2:2 a 10 bit.
L’8K non serve solo per distribuire in quella risoluzione. “Da quello posso ricavare dei 4K con effetti di zoom, oppure croppare“, sottolinea Oriella. Un margine di manovra in post che sempre più direttori della fotografia sfruttano attivamente.
Dual gain: più dettaglio nelle ombre, senza toccare le alte luci
Per il video, Sony introduce anche la funzione dual gain, che espande la gamma dinamica nelle zone d’ombra.
Ho fatto la domanda diretta: è un secondo ISO nativo non dichiarato? “No, no, no — non ha niente a che vedere con il dual ISO. Ti aggiunge un pezzo solo nelle zone d’ombra, quindi non perdi nulla sulle alte luci“, risponde Oriella senza esitazione.
L’audio a 32 bit — il RAW per le orecchie
In abbinamento al nuovo adattatore XLRA4 — lanciato insieme alla A7R VI — la camera registra audio a 32 bit. “È un po’ come avere una gamma di informazione allucinante: anche se dovesse clippare o essere molto basso, potete rimodularlo in post praticamente in maniera perfetta“, ci spiega Oriella.
I dettagli che fanno la differenza
Il mirino da 9,44 milioni di punti è tre volte più luminoso rispetto alla A7R V. Il grip è stato reso più ergonomico. I pulsanti sul corpo ora si illuminano — pensati per i fotografi astronomici, o per chiunque lavori al buio. Una piccola spia rossa segnala visivamente che si sta registrando.
Sul fronte batteria, la nuova NPSA 100 garantisce il 35% di autonomia in più rispetto alla A7R V.
Nella confezione Sony include un caricabatteria doppio che ricarica due batterie in 115 minuti. Le due porte USB-C sono entrambe Power Delivery; sulla porta 1 — fino a 10 Gbps — il cavo si può bloccare con una vite. Nessuna interruzione durante il tethering.
Connettività Wi-Fi a 5 GHz, quattro antenne, streaming in 4K a 30p.

Conclusione
“È indubbiamente una macchina da professionista. Ha portato innovazione mirata in aspetti molto utili“, conclude Oriella. E difficile darle torto.
66,8 megapixel, 30 fps, video 8K, audio a 32 bit: ogni scelta ha una motivazione precisa. I target sono chiari — fotografo sportivo, wildlife, videomaker — e la macchina è costruita intorno a loro.
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