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L’oceano in mostra a Villa Bardini

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Oceani di David Doubilet__mostra fotografica a villa bardini firenze

La fotografia naturalistica ha da tempo un ruolo documentario oltre che estetico.

Le immagini sono diventate strumenti per capire e raccontare il mondo naturale e le trasformazioni in atto, nel contesto del cambiamento climatico.

Questa dualità di documentazione e narrazione è da sempre centrale nella fotografia di National Geographic, che dal 1888 affida ai suoi autori la responsabilità di osservare, interpretare e mostrare fenomeni spesso invisibili alla maggior parte delle persone.

Questa narrazione si riflette nella mostra Oceani, in corso fino al 12 aprile 2026 a Villa Bardini a Firenze, che porta per la prima volta nella città del David il National Geographic insieme a David Doubilet, uno dei nomi più importanti della fotografia subacquea contemporanea.

L’esposizione, promossa appunto da National Geographic con il sostegno di Fondazione CR Firenze e Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, raccoglie oltre ottanta immagini scattate nei mari di tutto il mondo, dai Caraibi all’Antartide, dalle Filippine all’Australia, raccontando ecosistemi marini e le forme di vita che li abitano.

L’obiettivo della mostra e delle fotografie non è soltanto mostrare la bellezza degli oceani, ma sollecitare una consapevolezza più profonda riguardo alle fragilità.

In molte fotografie si percepisce la ricchezza e la complessità delle comunità sottomarine.

Tra le foto infatti ci sono una giovane tartaruga verde (Chelonia mydas) che nuota verso il mare aperto, coralli fotografati come strutture astratte nel Tubbataha Reef National Park (Filippine), o il ghigno di un pesce pappagallo arcobaleno, che ricorda inquietantemente una bocca umana.

Accanto a queste immagini più iconiche si trovano scatti che mettono in evidenza come gli equilibri naturali siano messi sotto pressione da fenomeni come il cambiamento climatico, la pesca intensiva e l’inquinamento.

David Doubilet

Oceani di David Doubilet

Doubilet è nato a New York nel 1946.

Ha iniziato a lavorare con National Geographic fin dai primi anni Settanta e da allora ha firmato decine di storie dedicate al mondo sottomarino.

La sua attenzione comprende sempre una riflessione sull’importanza degli oceani per la salute dell’intero pianeta.

Insieme alla moglie, la biologa marina e fotografa Jennifer Hayes, ha percorso i mari più remoti, esplorando la vita sotto la superficie con lo stesso impegno con cui si affronta una spedizione scientifica.

Una delle tecniche che ha contribuito a rendere riconoscibile il suo lavoro è l’over/under, che permette di ottenere immagini che includono simultaneamente ciò che avviene sopra e sotto la superficie dell’acqua in un’unica foto.

Queste inquadrature mostrano, tramite cosiddette dome port, la relazione tra due mondi così diversi ma così in relazione.

La mostra Oceani punta proprio a questo.

Farci guardare oltre l’apparenza, comprendere che ciò che sta sotto l’acqua non è un “altro mondo” separato dal nostro, ma parte integrante di un sistema che sostiene la vita sulla Terra.

La fotografia, in questo senso, diventa strumento di conoscenza e sensibilizzazione, e non solo di contemplazione.

La mostra sarà visitabile fino al 12 aprile 2026 presso Villa Bardini, a Firenze.

I biglietti prevedono diverse fasce.

L’intero, il ridotto e formule agevolate per studenti e gruppi, sono inoltre previste gratuità secondo le consuete convenzioni museali.


Per informazioni aggiornate su costi e orari è consigliabile consultare il sito ufficiale.

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Matteo Monzali
Matteo Monzali (1998) vive e lavora a Firenze. Dopo una laurea magistrale in fisica del sistema Terra, ha scelto di dedicarsi professionalmente alla fotografia, concentrandosi sul rapporto tra uomo e natura e sulla trasformazione del paesaggio. Attraverso un approccio documentario e sperimentale, esplora spazi come edifici abbandonati, terre di confine e ambienti in transizione, investigando le tracce lasciate dal tempo e dall'intervento umano.

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