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Godox AD300Pro II: La mia prova del flash a batteria da 300 W

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Ci sono situazioni in cui un flash compatto non basta, ti serve qualcosa di più corposo, più potente, che ti dia più controllo sulla luce.

Per me quella situazione ha un nome preciso: la fotografia di catalogo.

Oltre al food e alla fotografia di prodotto narrativa, scatto spesso prodotti su sfondo bianco puro ed è proprio qui che ho messo alla prova il Godox AD300Pro II.

Perché nella foto di prodotto la potenza fa la differenza

Nel catalogo su fondo bianco i prodotti vanno fotografati a diaframmi chiusi.

Questo significa più profondità di campo ma anche soggetti più facili da scontornare.

In questo genere di fotografia è un aspetto fondamentale.

Il problema? Chiudere il diaframma richiede tanta luce.

L’AD300Pro II è un flash da 300W, sorprendentemente compatto se lo confronti con la sua potenza, si avvicina molto a un flash da studio.

Con i suoi 300W riesco a scattare intere sequenze di prodotti a f/11 o f/13.

Posso spingermi anche oltre, tenendo sempre gli ISO bassi e quindi file puliti in camera.

C’è però un limite da rispettare: l’obiettivo deve reggere; oltre una certa chiusura entra in gioco la diffrazione, e lì nessun flash può aiutarti.

Cosa cambia rispetto al modello precedente

L’AD300Pro II è molto simile al suo predecessore.

Mantiene la stessa potenza, ma migliora molto l’usabilità.

Trovi il nuovo schermo a colori, ormai presente in tutti i nuovi prodotti Godox, e un controllo più fine negli incrementi di potenza.

Freeze Mode e Color Stable Mode: le due novità che contano

Le novità più interessanti sono due nuove modalità.

La Freeze Mode facilita il congelamento dei soggetti in rapido movimento.

La Color Stable Mode, invece, garantisce stabilità e coerenza nella resa colore durante gli scatti, lungo tutta la gamma di potenza.

Per il mio lavoro è preziosa.

Mi capita di fotografare 30 o 40 prodotti che devono essere illuminati tutti allo stesso modo e avere sempre la stessa resa tra uno scatto e l’altro mi evita tanto lavoro in post-produzione.

Modificatori grandi, ombre più morbide

Un altro vantaggio della potenza è la possibilità di usare diffusori e modificatori di luce più grandi.

Ho utilizzato ombrelli con diametro di oltre 1 metro e il flash si è comportato davvero bene, riempiendo il modificatore senza fatica.

Il risultato? Una luce più diffusa e uniforme sul soggetto, con ombre più gradevoli e meno marcate.

Libero dalla corrente, anche nel ritratto

Lo vedo bene anche nel ritratto, soprattutto in esterna.

Grazie alla batteria non dipendi dall’alimentazione a corrente elettrica.

Il sistema wireless è stato nettamente migliorato rispetto ai flash precedenti.

Puoi affiancare l’AD300Pro II a flash meno potenti come l’AD200Pro o l’AD100Pro e controllare tutti i punti luce del set in modo semplice.

Immagino un set dove l’AD300Pro II fa da luce principale e illumina la scena, mentre un AD200Pro lavora come seconda luce di supporto.

Conclusione: per chi è il Godox AD300Pro II?

Lo considero un flash ottimo per diverse situazioni e necessità.

È la scelta giusta quando ti serve tanta potenza, alimentata a batteria, in un corpo compatto e facile da trasportare.

Se invece cerchi velocità e massima trasportabilità, forse non è il flash adatto a te. Le varianti più piccole, come l’AD200Pro e l’AD100Pro, sono migliori da questo punto di vista. Ma quando serve più potenza, quei 100 W in più rispetto all’AD200Pro fanno davvero la differenza.

Un ringraziamento agli amici di Universo Foto e Gruppo TFS, che mi hanno permesso di testare questo flash sul campo, nel mio lavoro di tutti i giorni.


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